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07/11/11

Geotermia, le cose da sapere:


Parliamo di energia geotermica, fonte di tipo alternativo e rinnovabile generata per mezzo di fonti di caloregeologiche. Si tratta del calore naturale della Terra dovuto all‘energia termica rilasciata durante il processo naturale di decadimento nucleare di elementi radioattivi come uranio, torio e potassio, contenuti all’interno delnucleo, del mantello e della crosta, che sono le stratificazioni principali di cui si compone il nostro pianeta.
Il principio su cui si absa la geotermia è che la temperatura del suolo aumenta man mano che si scende in profondità: in mediaogni 100 metri la temperatura delle rocce cresce di +3° C.
In alcune particolari zone questa caratteristica naturale del pianeta si accentua con temperature nel sottosuolo leggermente più alte della media, ad esempio a causa di fenomeni vulcanici o tettonici. Qui l’energia può essere facilmente recuperata anche a basse profondità, tramite appunto la geotermia. Come?
Convogliando i vapori provenienti dalle sorgenti d’acqua del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica e riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento urbano, le coltivazioni in serra e il termalismo.
APPROFONDIMENTO:
Ma quando non c’è acqua? Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all’immissione di acqua fredda in profondità, una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore. In questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuità. Se si vuole ottenere il riscaldamento di edifici o serre viene messa in atto l’azione di un fluido a bassa temperatura, se invece si vuole ricavare energia elettrica si fa uso di un fluido ad alte temperature.
La Geotermia è una fonte importante perché, a parità di potenza elettrica istallata, la produzione di elettricità dall’energia geotermica è ben superiore a quella ottenuta da altri fonti rinnovabili, ed in particolare dall’energia solare o dall’energia eolica. Infatti è sempre disponibile e del tutto indipendente dall’alternanza del giorno e della notte, e dalla situazione meteorologica del sito.
E in Italia già da un secolo si sfrutta l’energia geotermica. La prima dimostrazione pratica di questo potenziale si è avuta sulle Colline Metallifere, il 4 luglio 1904. Merito del principe Piero Ginori Conti che a Larderello sperimentò il primo generatore geotermico.
I numeri dicono che oggi, dal geotermico, deriva all’incirca l’ 1% della produzione mondiale di energia. I giacimenti sono però dispersi e a profondità così elevate da impedirne lo sfruttamento. Dapprima è necessario infatti individuare le zone con anomalia termica positiva dove cioè il calore terrestre è concentrato: questo sarà ilserbatoio o giacimento geotermico.
Le centrali geotermiche non sono dannose per l’ambiente, anzi, sono considerate non inquinanti. Un ulteriore vantaggio è garantito dal possibile riciclaggio degli scarti di produzione, che favoriscono il risparmio.
Uniche note dolenti sono: l’odore sgradevole e l’impatto estetico degli impianti. Dalle zone termali insieme al vapore fuoriesce anche un odore sulfureo,  un problema poco tollerato dalle persone che risiedono nelle vicinanze dei siti  ma ampiamente risolvibile attraverso opportuni impianti di abbattimento.
Inoltre, un impianto geotermico è sempre un “enorme groviglio di tubature” che deturpa il paesaggio: ma anche in questo caso, sono stati compiuti grandi passi in avanti attraverso soluzioni rispettose del contesto. Di recente si sta inoltre sviluppando anche un settore della bio-architettura specializzato nella mini-geotermia. In quest’ultimo caso la produzione viene affidata a piccoli impianti condominiali, in grado di sfruttare il calore nel sottosuolo per garantire l’approvvigionamento termico degli appartamenti. Il costo di realizzazione di questi impianti è però ancora troppo elevato per diventare una opzione accettabile.
In Italia tutta l’attività geotermica per la produzione di energia elettrica è affidata a Enel Green Power e la maggior parte delle centrali si trova in Toscana, nel triangolo Larderello-Travale-Radicondoli e in minor quantità sul monte Amiata. Questa zona ha comunque raggiunto una certa saturazione, mentre è in fase di partenza un progetto che intende sfruttare la zona dei Campi Flegrei alle pendici del Vesuvio.
La Geotermica, tra tutte le fonti rinnovabili è la risorsa più pulita e potente per la produzione di energia che può  facilmente trovare applicazione agli usi domestici ma solo dopo l’abbattimento dei costi che la rendano un’alternativa accessibile a tutti.

Chicago, quando la metropolitana si fa verde:



Un inaspettato paradiso terrestre, così deve essere parso agli occhi dei passeggeri che hanno viaggiato, alcune settimane fa, sulla metropolitana di Chicago e che si sono ritrovati immersi in vividi colori e profumi di piante verdissime collocate proprio all’interno dei vagoni della metro.
Un cuscino di erba rigogliosa a ricoprire i seggiolini in plastica, tante piante verdi in vaso collocate lungo i corridoi, vicino ai posti a sedere, poi rampicanti ad avvolgere le pareti e anche il soffittofiori profumati, bacche colorate e foglie ovunque. L’immagine era quella di una serra verde oppure di una foresta, non certo la classica metropolitana che si muove nel sotterranei del centro di una grande città, un’esperienza esclusiva per chi si è trovato a viaggiare in un vero giardino mobile.
E’ accaduto recentemente a Chicago, dove il 17-18 settembre 2011 si è svolta la quarta edizione di Art on Track, un festival che coinvolge la metro cittadina in performance e installazionisite specific: uno spettacolo unico e, si spera, ripetibile che è stato dedicato al trionfo della natura.
La realizzazione del giardino è stata possibile grazie a donazioni di piante e fiori provenienti da serre, giardini botanici, tetti verdi, e grazie al lavoro di coltivatori professionisti e appassionati. Oltre all’iniziativa del giardino all’interno dei vagoni, già alcuni mesi prima era stato collocato un giardino fissato ad un carrello in coda alla linea L della metropolitana, anch’esso un suggestivo spettacolo per i passeggeri.
Questa è la prima iniziativa del genere che riguarda un luogo così inusuale, occupato esclusivamente da tecnologie, rotaie, treni e nessun elemento naturale, ed è stata occasione per dimostrare che è possibile, invece,far convivere tecnologia e natura anche in luoghi fortemente urbanizzati e attrezzati per essere completamente al servizio delle esigenze delle persone, e con questo non solo abbellire esteticamente ma ancheoffrire ai passeggeri un momento di rigenerante immersione nel verde.

06/11/11

Pure le energia rinnovabili sono a iMPATTO ZERO®


Anter, l'Associazione Nazionale per la Tutela delle Energie Rinnovabili, aderisce al progetto Impatto Zero® di LifeGate e riduce l'impatto ambientale del grande evento di Roma.

In occasione del festival "L'energia dell'Italia", in programma il 5 novembre al Palalottomatica di Roma, Anter ha aderito al progetto Impatto Zero®. Grazie all'accordo con LifeGate le oltre trenta tonnellate di CO2 generate dalla realizzazione del festival saranno ridotte e compensate partecipando alla creazione e tutela di un'area boschiva in crescita. Il contributo di Anter riguarda la creazione di 9.000 nuovi metri quadrati di foresta in Costa Rica.
 
Anter, associazione nata nel 2009, ha finora coinvolto quasi 100.000 persone con l'obiettivo di contribuire a tutelare e diffondere le energie rinnovabili e aiutare il paese a sviluppare il potenziale in questo settore.
 
È questo lo scopo dell'evento "L'energia dell'Italia", il primo festival interattivo sulla crescita personale e lo sviluppo energetico. Il festival darà spazio alle storie di persone e aziende impegnate nella valorizzazione e nella costante crescita delle energie pulite.

LifeGate è stata selezionata come una delle nuove energie dell'Italia e sarà rappresentata al festival da Simone Molteni, direttore scientifico e responsabile del progetto Impatto Zero®. L'ingegner Molteni interverrà come oratore e spiegherà la filosofia del progetto e il ruolo di LifeGate come fornitore di energia elettrica rinnovabile con il progetto LifeGate Energy.

I numeri dei partecipanti previsti sono importanti: si aspettano oltre 5.000 persone. Ennesima conferma che energie alternative e sviluppo sostenibile non sono più temi elitari per una nicchia di specialisti ma possono coinvolgere il grande pubblico.
 
Antonio Rainone, Presidente di Anter, sottolinea l'importanza del festival: "L’Energia dell’Italia sarà l’occasione per raccontare e dar voce all’Italia migliore, alle persone che non si arrendono alla crisi e la trasformano in un’opportunità di crescita e cambiamento. Un evento dedicato a chi non si arrende ed è ancora capace di immaginare il futuro e dare concretezza ai sogni di una persona e di un paese."
Più informazioni: anter.info & impattozero.it

Nest, il termostato intelligente:



gli stessi inventori dell’iPod, il rivoluzionario lettore mp3 della Apple, ad avere progettato e realizzato unnuovo oggetto di raffinata bellezza, cool e, al tempo stesso, futuristico ed intelligente: il termostato Nest, capace di studiare le abitudini degli abitanti della casa al fine di assicurare un raffreddamento o un condizionamento dei locali dell’abitazione davvero efficiente.
Chissà se sarebbe piaciuto anche a Steve Jobs, notorio perfezionista, che per scegliere i mobili della propria casa ci metteva addirittura anni, non trovando mai la soluzione che lo soddisfacesse totalmente.
Semplice e funzionale, ecco il design che Tony Fadell e il suo team hanno studiato per Nest: un disco con una ghiera e un unico pulsante. Impossibile non pensare ad uno strumento altrettanto intuitivo. Nel breve volgere di una settimana, Nest è in grado di apprendere quali sono le preferenze dell’utente, calcolare i consumi della casa e, alla fine, predisporre orari di accensione e di spegnimento, con il risultato di conciliare una temperatura ottimale con costi ridotti.
Per farlo, è sufficiente rispondere a poche e semplici domande, come indicare la temperatura da impostare quando è notte o quando la casa è vuota. A quel punto, a partire dall’ottavo giorno dall’installazione, Nest programmerà in totale autonomia la temperatura dell’abitazione.
Nest, il termostato intelligente
Non solo: Nest è sempre a conoscenza  dell’alternanza di giorno e notte, nonché della presenza o meno di persone all’interno della casa, ma può anche riconoscere, in base alle modifiche manuali fatte sulla ghiera del termostato, le abitudini degli abitanti.
Sulla base di queste informazioni, Nest imposta la propria programmazione futura e gestisce la temperatura della casa. Se poi si intende influenzare il settaggio di Nest, sarà necessario effettuare le modifiche almeno per due giorni consecutivi.
Tutto è finalizzato al raggiungimento del massimo risparmio energetico possibile: nell’economia domestica, un solo grado di differenza, in più o in meno, influenza i consumi totali, in percentuale variabile, fino al 5%.
Tramite una connessione Wi-Fi, Nest può scaricare gli aggiornamenti software e ricevere le previsioni del tempo: in questo modo saprà sempre quale è la temperatura esterna prevista e, di conseguenza, potrà regolare il suo comportamento.
Inoltre, Nest comunica con smartphone e pc: ciò consente di controllarlo a distanza, impostando a piacere, da qualsiasi angolo della terra, il riscaldamento o il condizionamento degli ambienti domestici. Attraverso un computer è infine possibile conoscere lo stato dei consumi e avere un profilo aggiornato circa le spese in corso.
Da questo mese, Nest sarà disponibile sul mercato americano al prezzo di 249 dollari: ancora non si hanno informazioni precise circa la sua commercializzazione in altri Paesi ma possiamo stare certi che, presto o tardi, sbarcherà anche in Europa e in Italia.

La Germania prosegue con l'investimento sulle rotaie:


Stando a uno studio britannico commissionato dalla Low Carbon Vehicle Partnership (Lcvp), i costi legati all’acquisto e alla manutenzione di un’auto elettrica si prospettano molto più elevati rispetto a quelli per un’auto a diesel o a benzina. Arrivando a costi perfino doppi rispetto a queste ultime. Una disparità che pare si protrarrà almeno fino al 2030.
A fronte di ciò, è allora preferibile investire su un mezzo di trasporto tradizionale, ossia il treno, facendo sì che esso funzioni sempre più con energia pulita. Ne è un esempio la Germania, dove la compagnia ferroviaria nazionale Deutsche Bahn ha annunciato che nei prossimi 3 anni muoverà le sue macchine utilizzando il 28% di energia pulita rispetto all’attuale 19,8%. Per arrivare nel 2050 ad un approvvigionamento elusivamente basato sulle energie rinnovabili.
In realtà nella Repubblica Federale ci sono già delle tratte ferroviarie completamente alimentate con energia rinnovabile, come ad esempio la linea locale di Amburgo. Ma è l’anno 2014 il termine entro il quale si prevede che anche un terzo dei treni a lunga distanza sarà mosso solamente da energia verde.
A tal fine, fondamentali sono alcune partnership intraprese da DB, come quella con la Rwe, compagnia elettrica con sede ad Essen. Le due hanno firmato un contratto da 1.3 miliardi di euro per la fornitura, nei prossimi 15 anni, di ben 900 milioni di chilowattora all’anno tutti prodotti da fonti idroelettriche. Ma anche con energia “auto-prodotta”, visto che si stanno installando impianti fotovoltaici sui tetti di quasi seimila stazioni ferroviarie tedesche.
Dunque, in attesa che le auto elettriche diventino accessibili alla massa, è giusto rendere quanto meno inquinanti possibili i mezzi di trasporto pubblico. Un settore che, bisogna dirlo, sta facendo un po’ in tutti i Paesi occidentali grandi passi in avanti in questo senso.