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29/11/11

USA: multa esemplare al circo più famoso del mondo,


circo_usa
Una vittoria importante per gli animalisti, PETA in primo piano, e una delle multe più salate mai date negli Stati Uniti per violazioni di questo tipo: ammonta a ben270.000 dollari, infatti, la sanzione applicata dall'USDA (il Dipartimento dell'Agricoltura americano) a Feld Entertainment, la società che gestisce il famoso Ringling Brothers and Barnum & Bailey Circus, per aver violato l'Animal Welfare Act tra il giugno 2007 e l'agosto 2011.
La denuncia aveva avuto origine da alcuni video e foto divulgate da PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), che dimostravano come all'interno del circo venissero praticate tecniche di addestramento contro ogni diritto dell'animale, così come indecenti erano le modalità con cui venivano tenute le povere bestie. PETA accusava inoltre la Feld della morte di un elefantino, dell'uccisione di un leone, e del pestaggio di altri elefanti.
In seguito, l'attuale presidente degli Stati Uniti Barak Obama, allora Senatore, sollecitò l'intervento del Dipartimento, cui vennero consegnate le terribili immagini. Foto e video che riguardavano soprattutto i piccoli cuccioli di elefanti, ritratti incatenati l'un l'altro o obbligati con diversi attrezzi a compiere movimenti innaturali, fino a farli addirittura sanguinare. Immagini che scioccarono l'intera America e portarono per questo all'apertura di un'indagine per violazione dell'Animal Welfar Act.
L'Awa prevede infatti dei precisi standard per la cura e il trattamento degli animali esposti al pubblico. Tra questi rientrano le adeguate cure veterinarie, il fatto che non debba mai mancargli acqua e una dieta equilibrata, oltre ovviamente alle condizioni in cui un animale deve essere tenuto, da quelle igieniche degli alloggi alla loro ampiezza, che deve essere sufficiente per garantirgli una vita dignitosa e proteggerli dagli agenti esterni, come pioggia e freddo.
Niente di tutto ciò, ovviamente, veniva rispettato nei Ringling Brothers and Barnum & Bailey Circus, e per questo si è giunti ad una sanzione di tale portata: "Il provvedimento – ha affermato il segretario per l'agricoltura statunitense Tom Vilsack – servirà per promuovere una maggiore comprensione dei diritti degli animali e delle responsabilità di tutti gli espositori circa la loro cura e salute". Un monito per tutti, insomma, tanto più che secondo l'accordo Feld dovrà anche avviare dei corsi di formazione sul rispetto della normativa dell'Awa per tutti i suoi dipendenti.
Dall'altra parte, Feld smentisce le accuse e si dice pronta a collaborare con il Dipartimento: "Siamo ansiosi di lavorare con l'USDA in modo cooperativo e trasparente – ha dichiarato il CEO Kenneth Feld - in grado di soddisfare il nostro obiettivo comune di garantire che i nostri animali siano sani e ricevano cure di altissima qualità".
L'importante è, in ogni caso, che gli autori di questi soprusi siano stati puniti e che l'ingente multa serva da esempio non solo agli altri circo, ma anche a tutte quelle situazioni pubbliche in cui vengono maltrattati gli animali: "Il governo ha compiuto un primo passo – conclude PETA - e ora deve confiscare gli elefanti. Ciò che rimane da fare è far conoscere al pubblico questa storia di abuso, in modo che la gente inizi a mantenere i loro bambini lontani dal circo".

27/11/11

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26/11/11

Torino è la città più teleriscaldata d'Europa:


Investimento di oltre 400 milioni di euro. Ora i torinesi «teleriscaldati» sono in tutto 550 mila

La nuova centrale di Torino Nord (da Iren)La nuova centrale di Torino Nord (da Iren)
MILANO – «Con questo impianto siamo la città più teleriscaldata d'Europa». Piero Fassino, sindaco di Torino, non nasconde l'entusiasmo all'inaugurazione della nuova centrale di cogenerazione di Torino Nord. «È un buon investimento per la città e va nella direzione di rendere la vita nel capoluogo sempre più sostenibile», ha aggiunto il primo cittadino. Torino sistema quindi un nuovo tassello al suo progetto di teleriscaldamento. Con un investimento di oltre 400 milioni di euro il capoluogo torinese si conferma tra le città più avanzate in Europa in questo settore e, con l’inaugurazione della nuova centrale di cogenerazione di Torino Nord, si aggiungono altri 150 mila abitanti che usufruiscono del servizio, portando il totale a 550 mila cittadini, pari al 55% dell’intera popolazione.
I NUMERI - La centrale a metano è stata realizzata da Iren Energia e ha una potenza di 400 MW elettrici e 220 MW termici, sufficienti per servire una volumetria di 18 milioni di metri cubi. Il calore sarà distribuito con un sistema di reti interrate che, una volta completata l’opera, sarà pari a 120 chilometri interconnettendosi alle attuali reti che servono Torino Sud e Torino Centro. Il totale delle doppie tubazioni interrate che trasportano e distribuiscono calore sarà così di ben 450 km, in grado di servire una volumetria di 55 milioni di metri cubi.
AMBIENTE – La nuova centrale di Torino Nord apporterà ulteriori benefici ambientali. L’eliminazione di centinaia di caldaie condominiali significa una riduzione di emissioni nell’atmosfera di 134 tonnellate/anno di ossidi di azoto, di 400 t/anno di ossidi di zolfo e di 17 t/anno di polveri. Vanno inoltre aggiunte le 95 mila tonnellate/anno equivalenti di petrolio (Tep) che non saranno bruciate, che si sommano alle attuali 180 mila Tep che già vengono risparmiate grazie alla centrale di cogenerazione di Moncalieri. Infine la centrale di cogenerazione di Le Vallette sarà smantellata e l’area, una volta riqualificata, diventerà verde pubblico. «L’avvio della centrale di Torino Nord e lo smantellamento di quella di Le Vallette garantiscono un significativo miglioramento alla qualità dell’aria» della città sabauda, ha assicurato Roberto Garbati, amministratore delegato di Iren, la multi utility che fornisce oltre a Torino anche le province di Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

25/11/11

Natale 2011, l'albero del riciclo creativo:


Alberi di Natale 2011, 12 idee di riciclo creativo
Secondo il Codacons quest’anno, complice la crisi economica e clima sfavorevole, saranno addobbati per il Natale più abeti di plastica e meno abeti veri. Ossia 6 alberi su 10 saranno di plastica. Infatti, lo scorso anno le famiglie hanno acquistato 10milioni di alberi, di cui 5milioni importati e provenienti dal Nord Europa. Di questi, il 30% proviene da Norvegia, Finlandia e Svezia, mentre per questo 2011 pochissimi alberi arriveranno dalla Danimarca a causa dell’inverno troppo mite e del cambio sfavorevole. Forse, si rende necessaria una terza via, alternativa sia all’abete vero sia all’abete in plastica che utilizzi materiali di riciclo. Nella gallery sotto trovate alcuni esempi in cui sono stati adoperati tronchi in bambù, sedie, bottiglie di plastica, libri, elenchi del telefono, scala in legno.
Spiega Marco Roselli, presidente del Consorzio di vivai del Casentino, che con i suoi 150 ettari di boschi è il più grande in Italia:
I vivai hanno prodotto circa un milione di abeti, 500 mila in meno rispetto alla richiesta del mercato noi ad esempio in provincia di Arezzo ne abbiamo venduti 350 mila e la domanda è di 500 mila. La grande distribuzione ce li paga 6 euro a pianta. Troppo poco. Infatti la produzione si è ridotta del 20 per cento negli ultimi dieci anni. Sono sparite le piccole aziende montane a conduzione familiare, gestite da pensionati. Per loro non è più conveniente.
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In crisi anche Ikea che ha aumentato per quest’anno di due euro gli abeti che arrivano dall’Olanda, dunque si pagheranno 14,99 euro. Della questione albero di Natale vero o albero di Natale di plastica ne abbiamo discusso qui. Mentre qui ragionavo sulla possibilità di strutturare e addobbare un albero di Natale che non fosse né di plastica e né vero.
A questo punto credo che in virtù di quanto stia accadendo sia al clima sia alle nostre tasche sia necessario pensare a una Terza via praticabile e pragmatica: albero di Natale riciclato. Dunque, sfogo alla fantasia, all’immaginazione, alla creatività e alla capacità di progettare. E a vedere le immagini della gallery bastano bottiglie di plastica, libri, tronchetti in bambù, elenchi del telefono, una quercia travestita, sedie e anche uno scaletto in legno per respirare la magia del Natale.

in Macedonia, a casa per piantare alberi:

I cittadini della Macedonia, uno degli stati della ex Jugoslavia, hanno piantato ieri in tutto il paese 5,7 milioni di alberi, nell'ambito di una piu' vasta campagna governativa volta a sviluppare la sensibilita' ecologica. L'azione - il cui slogan era 'Pianta il tuo futuro' - si e' svolta in oltre 400 luoghi in tutto il paese: dalle grandi citta' ai villaggi, dai laghi ai parchi nazionali. Per consentire la partecipazione di tutta la popolazione, quest'anno per la prima volta il governo ha decretato una giornata di festivita' dal lavoro. Dal 2008, prendendo in considerazione anche le precedenti edizioni, finora sono stati piantati circa 38 milioni di alberi.