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28/01/12

Anche Starbucks apre un caffé eco-sostenibile:



Starbucks, la più celebre tra le catene di caffè, già da tempo è attivamente impegnata nella riduzione dell’impatto ambientale, e quanto accaduto nella cittadina di Tukwila, nello stato di Washington, è un esempio emblematico di quanto detto. E’ stato difatti inaugurato uno dei primi edifici eco-sostenibili, realizzato attraverso il riciclo di container dismessi con cui venivano distribuite le merci proprio negli stessi Starbucks. Gli architetti dell’azienda assicurano di aver progettato il locale nel pieno rispetto dei criteri necessari per la certificazione LEED in bioedilizia e contano di poter presto avvalersi di essa.
Oltre al recupero dei container, sono stati impiantati dei sistemi per la raccolta ed il riciclo dell’acqua piovana e per il controllo degli sprechi idrici mediante lo Xeriscaping. Quest’ultimo è un metodo di disposizione delle piante nei giardini finalizzato all’ottimizzazione delle risorse presenti in loco: le piante vengono scelte sulla base della loro adattabilità al clima per evitare che possano richiedere quantità di acqua superiori alla reale disponibilità. Nello stesso tempo si evita anche la dispersione di acqua mediante evaporazione o erosione del terreno.
Nella costruzione dell’edificio sono stati utilizzati materiali a basse emissioni e sono state rinnovate anche le insegne, non più luminose ma dipinte direttamente sugli edifici.
Questa struttura fungerà da modello per un processo di rinnovamento che interesserà nel lungo termine tutta la catena di caffè.
Starbucks recentemente aveva annunciato di voler diminuire del 25% il consumo dell’elettricità entro il 2015 e di smantellare progressivamente gli impianti fino ad essere coperti solo da fonti rinnovabili.
il top sarebbe l'acquisto, da parte di Starbucks, di partite di caffè equo e solidale!

27/01/12

Francia: non sara' piu' venduto mais transgenico

L'azienda americana biotech Monsanto ha dichiarato che non vendera' piu' mais geneticamente modificato in Francia, "ne' quest'anno ne' dopo", anche se una corte francese aveva annullato la messa al bando del mais Ogm. Il governo francese ha dichiarato che pur essendo stato invalidato il precedente divieto, l'avrebbe reintrodotto prima della stagione di semina, questa primavera. Si sono svolte anche diverse manifestazioni di protesta organizzate dalle associazioni ambientaliste. "Prendiamo atto che le condizioni favorevoli alla commercializzazione del masi Mon810 in Francia non esistono piu'" ha dichiarato la compagnia, comunicando nel contempo la decisione alle autorita' francesi.

Jessica Alba lancia la sua linea di pannolini biodegradabili:


Jessica Alba lancia la sua linea di pannolini biodegradabili
Jessica Alba è una celeb. dal cuore bio. Negli Usa sopratutto tra i vip si sta diffondendo a macchia d’olio l’impegno verso la sostenibilità ambientale. Ma Jessica Alba supera l’impegno di Brad PittLeo di Caprio Julia Roberts tanto che ha messo su una piccola azienda The Honest Company che vende prodotti per l’infanzia: dai pannolini biodegradabili, ai detergenti bio, ai detersivi per il bucato.
L’attenzione verso questa gamma di prodotti è nata da quando Jessica Alba è diventata mamma e ha iniziato a comprendere la necessità di usare prodotti per l’igiene sia della persona sia della casa quanto più neutri e ecologici. Nella presentazione dei pannolini biodegradabili Jessica Alba mette in guardia se si sceglie di acquistare pannolini convenzionali: dall’uso di materie prime derivate da idrocarburi fino alla fine dei pannolini nell’inceneritore con la diffusione delle diossine.
I prodotti si acquistano on line e sono consegnati a casa, ovviamente negli Stati Uniti. Comunque la portata etica del progetto va ben oltre: infatti per ogni prodotto acquistato da The Honest Company devolve una parte della somma a baby2baby associazione che aiuta famiglie in difficoltà.

Sacchetti di plastica: arriva finalmente il decreto che mette al bando le buste con addittivi,


sacchetti-di-plastica-decreto
Chiarezza fatta sui sacchetti di plastica. Dopo la promessa fatta dal Ministro Clini alla fine del 2011 di regolamentare una volta per tutte la normativa in fatto di shopper indicandone i criteri di biodegradabilità e la delusione pochi giorni dopo di non trovare le nuove norme sul decreto Milleproroghe, è stato finalmente pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il decreto legge con il quale si dice veramente addio alle inquinanti buste di plastica.
L’entrata in vigore del decreto legge n.2 del 25/01/2012 “misure straordinarie e urgenti in materia ambientale, infatti, andrà ad aggiornare il divieto di commercializzazione entrato in vigore dal primo gennaio 2011, stabilendo i criteri di vera biodegradabilità degli shopper che, da oggi in poi, secondo quanto previsto dall’articolo 2, per essere definiti veramente tali, dovranno garantire la loro compostabilità in base alla normativa europea EN13432.




In tal modo si mette fine alla spinosa disputa in corso da un anno tra associazioni ambientaliste e produttori di buste di plastica, ma soprattutto si rendono illegali gli shopper realizzati con gli additivi, che si sono ampiamente diffusi nel commercio al dettaglio in Italia per sopperire alla messa al bando.
Gli unici sacchetti di plastica tradizionali ancora permessi saranno quelli effettivamente riutilizzabili ovvero le buste che abbiano uno spessore minimo di 200 micron per i sacchetti ad uso alimentari e di 100 micron per i sacchetti destinati ad altri usi. Al di sotto di tali spessori, invece, gli shopper dovranno essere necessariamente realizzati con materiali compostabili che “non inquinino il processo di produzione del compost di qualità ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici domestici”.
A chi non rispetterà questi nuovi parametri e commercializzerà buste non conformi alla legge sono previste sanzioni da 2.500 euro fono a 25000 euro
Soddisfatta Legambiente, da sempre in prima linea nella battaglia contro le buste di plastica:“Grazie all’impegno rispettato dal Ministro Clini, l’Italia completa nel migliore dei modi la rivoluzione iniziata con il bando dei sacchetti di plastica inserito nella finanziaria 2007, che ha già permesso una forte riduzione degli shopper usa e getta in tutto il Paese e la riscoperta della sana abitudine delle sporte riutilizzabili. Con la legge di ieri l’Italia si conferma paese leader al mondo nella lotta all’inquinamento da plastica e nella promozione di produzioni industriali innovative e rispettose dell’ambiente”.

Tutto bene si, anche se c'è il rischio della perdita di 25.000 posti di lavoro, del monopolio dei bio shopper da parte della Novamont, e dell'utilizzo eccessivo del mais, con aumenti dei prezzi e più scarsità di prodotto.

Filtro antiparticolato, dubbi sui rischi per la salute:

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e voi, che cosa ne pensate?