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01/03/12

In Scozia, un rifugio ricavato da un container dal tetto-giardino:


Può un semplice container trasformarsi in un alloggio accogliente? La risposta è affermativa. Non solo: il container può diventare addirittura un luogo di raccoglimento, di ispirazione e di creazione artistica. È quello che si evince dando un’occhiata al complesso dei Cove Park Shipping Containers, una serie di residenze per artisti realizzate nella natura incontaminata della Scozia.
Cove Park è un centro internazionale per l’arte e i mestieri creativi, che si estende su un territorio di varie decine di ettari nella penisola di Rosneath, sulla costa occidentale della Scozia. L’obiettivo del centro è di fornire uno spazio di confronto e un fertile luogo di lavoro ad artisti di tutto il mondo, tramite soggiorni che possono durare da una settimana a sei mesi.
Altre case verdi di cui vale la pena parlare:
Casa Leon scompare tra le montagne del paesaggio grazie al suo tetto verde
Green Box, la casa verde di Luis de Garrido
Le residenze degli artisti sono state progettate dallo studio di architettura Urban Space Management, che ha pensato di utilizzare un materiale di recupero, il container appunto: dall’assemblaggio di diversi container nascono le unità abitative di Cove Park. Il tetto dei container è stato coperto da un manto erboso per meglio inserire l’opera nella vegetazione del parco, una parete è stata sostituita da ampie vetrate scorrevoli e sulle altre pareti si aprono degli oblò che aumentano l’illuminazione naturale all’interno.

Le “suite” sono arredate con eleganza e sobrietà, e ogni dettaglio contribuisce a produrre un’atmosfera ideale per la creazione artistica, rispettando al tempo stesso il paesaggio e l’ambiente circostante. Sembra infatti non esista quasi soluzione di continuità tra case-container e paesaggio stesso.
Alcune belle immagini di Cove Park
Un vantaggio in più della casa-container? La rapidità di costruzione: i primi sei container di Cove Park sono stati montati in soli tre giorni!

So Plastic: come creare eco-gioielli dalla plastica delle cannucce,


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Riciclare le cannucce per creare splendidi eco-gioielli. E’ grazie ad un idea di Federica Fornariche alcuni degli oggetti maggiormente rappresentativi dell’odierna cultura usa-e-getta si sono trasformati nelle materie prime più adatte per creare monili ed accessori eco-fashion, basati sul concetto dell’importanza del riciclo e del riuso, in grado davvero di entrare a fare parte prepotentemente dello stile di vita di chi non rinuncia ad essere alla moda.
L’idea creativa di Federica, designer romana, come ci ha spiegato, è nata per caso circa un anno fa, come spesso accade per i migliori lampi di genio. La nostra artista ha così iniziato a raccogliere, ritagliare, sovrapporre ed assemblare cannucce per creare dei piccoli gioielli, fino ad ottenere dei risultati sempre migliori e sempre più apprezzati. Per creare i propri monili, la giovanissima designer si avvale inoltre di piccole parti in metallo, necessari per sorreggere le loro coloratissime ed accattivanti strutture.
Le collezioni dell’artista, che prendono il nome di So Plastic, si compongono di collane, orecchini, anelli e bracciali, che è possibile abbinare tra loro per creare delle vere e proprie parure formate da gioielli ecosostenibili dall’aspetto allegro e divertente e che ricordano immediatamente la stagione estiva.
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Il loro impatto visivo di sicuro effetto li rende adatti a donne e ragazze che preferiscono non uniformarsi ai trend più comuni, scegliendo accessorinon convenzionali.
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La collezione di gioielli è nata dalla volontà da parte della designer di decontestualizzare un oggetto di uso comune e piuttosto banale come la cannuccia, il cui utilizzo ha una durata normalmente non superiore a pochi minuti. Le cannucce ritrovano così una nuova vita in eco-bijoux che ora è possibile acquistare online, a prezzi accessibili, tramite Etsy e Blomming.
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Alle creazioni di Federica sono inoltre state dedicate una pagina Facebook ed un Blog, che è possibile visitare per poter dare un’occhiata alle immagini che le ritraggono.

Bioplastica dalla frutta e verdura, finalmente ci siamo!


Tutto, ma proprio tutto quello che la natura crea può essere riutilizzato in maniera intelligente, utile ed ecologica. Da oggi anche gli scarti vegetali di ortaggi e verdura possono essere riciclati per produrre sacchetti in ecoplastica.
A rivelarlo è lo studio condotto dal CNR che è riuscito a produrre una sportina ecologica addirittura dalle bucce di pomodoro.
L’importanza di questo risultato consiste nell’aver introdotto nuovi materiali di scarto industriale nel contesto produttivo delle bioplastiche come, appunto, le bucce dei pomodori altrimenti destinate al macero. 
Lo studio mette dimostra che lo stesso processo utilizzato per i polisaccaridi di origine vegetali (mais e patate) può essere applicato non solo ai residui di origine vegetale, ma anche agli scarti animali come quelli derivanti dallalavorazione dei crostacei e dalla lana di pecora non destinata ai filati.
Combinati con polimeri vegetali come quelli ottenuti dalle bucce di pomodoro, questi rifiuti possono dare vita a bioplastiche molto più robuste di quelle attuali e completamente biodegradabili.
La parola ora passa alle aziende, che dovranno recepire queste importanti novità e applicarle ai  processi industriali su larga scala.

29/02/12

Eco-gadget impazzano: mPowerpad Solar Charger il caricabatteria solare che allontana insetti e zanzare…



Liberarsi di tutti quei caricabatteria che bisogna portarsi dietro per sopperire al bisogno di energia di cellulari, registratori, tablet ealtri aggeggi elettronici è il sogno di tutti noi.
Grazie all’azienda Power Third Wave, pare che questo desiderio sia destinato a diventare realtà con mPowerpad, il primo caricabatteria solare all-in-one presentato durante l’ultima edizione del CEAA (Clean Energy Expo Asia) di Singapore.

Oltre che uno strumento ‘green’ capace di ricaricare tutti i nostri dispositivi elettronici, mPowerpad è in grado di risolvere una serie di problemi ‘pratici’ insospettabili.
Ad esempio tenere lontani insetti come mosche, zanzare e tafani grazie agli ultrasuoni. mPowerad ci consente di lasciare a casa anche la torcia e la radio poiché tutte queste funzioni sono integrate in un unico strumento che si ricarica semplicemente con l’ energia del sole (il ché lo rende fondamentale in campeggio).

Le dimensioni di questo straordinario eco-gadget non superano quelle di un I-pad e il suo funzionamento si basa su unaccelerometro che regola la gestione delle funzioni selezionabili: basta inclinarlo in direzione del sole per sfruttare a pieno tutte le sue caratteristiche.

Eccovi un video in inglese che vi spiega meglio le caratteristiche del mPower:



La batteria da 2500mAh si ricarica in sole 6 ore e i Led incorporati consentono anche il passaggio dell’illuminazione in modalità ‘rilassante’, utilissima per la lettura.

Il suo prezzo? Circa ottanta dollari … ma come in questo caso, davvero ben spesi!

Smart For-Us: il pick-up elettrico della Smart,


Ha debuttato allo scorso Salone dell’Auto di Detroit, il nuovo modello di casa Smart: un mini pick-up elettrico pensato per i giovani e per gli sportivi, per il traffico urbano e per le gite fuori città.
Si chiama Smart For-Us e in 3,55 metri di lunghezza unisce le linee moderne e sportive di una due posti ad un comodo vano posteriore completo di e-bike.
Non è stata certamente la sola auto eco sotto i riflettori: quest’anno il Salone di Detroit si è caratterizzato per la rilevante presenza di auto ecologiche, ibride ed elettriche.
FOCUS: auto elettriche in commercio: tutti i modelli in arrivo nel 2012
In esposizione modelli di Ford, Mercedes, Toyota, Volvo e di tante altre case automobilistiche che hanno scelto di dare un segnale importante a livello di scelte aziendali: più prodotti a zero emissioni, più responsabilità ecologica. Un dato incoraggiante che dimostra come le aziende assecondino sempre più la domanda di sostenibilità che viene con forza da tutta la società civile.
La piccola Smart For-Us sembra rispondere a pieno a queste esigenze. Con un motore elettrico da 55kW e un’autonomia superiore ai 100 km, Smart For-Us permette di girare comodamente per il centro urbano e, grazie alle dimensioni ridotte, di ridurre drasticamente i tempi nella ricerca del parcheggio.
E, visto che non si vive di sola routine quotidiana, For-Us è anche un valido alleato nelle fughe del weekend: ogni amante della pedalata all’aria aperta adorerà l’idea di poter scendere dalla macchina, in ogni momento, e inforcare la bici, verso nuove mete. Nel vano posteriore infatti sono posizionate due e-bike a pedalata assistita, pronte all’uso.
Insomma, piccola, comoda, sportiva, green e… Smart!