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15/03/12

Sperimentazione animale, la LAV scende in piazza:


Lav contro la sperimentazione animale e test cosmetici
La LAV scende in piazza per la raccolta firme nei week-end del 17–18 e del 24-25 marzo 2012. L’occasione servirà a raccogliere firme per due eventi distinti: ottenere emendamenti rigorosi al recepimento della Direttiva 2010/63UE sulla vivisezione e lo stop definitivo ai test cosmetici su animali.
Le cifre che riguardano il commercio di animali destinati ai laboratori scientifici sono da capogiro:
Ogni anno nei laboratori italiani si mandano a morte circa 900 mila animali, che salgono a ben 12 milioni nell’Unione Europea: morti inaccettabili, rifiutate da un numero crescente di cittadini informati, sensibili ed esigenti tanto sul piano etico che sul piano scientifico.
Due le date che potrebbero invertire la tendenza: il 10 novembre 2012 e gennaio 2013. Dunque tra meno di 10 mesi Governo e Parlamento dovranno allinearsi comn le leggi comunitarie in materia. La Lav propone perciò due emendamenti che riguardano il divieto di sperimentazione dal vivo e divieto di allevamento di animali da laboratorio. Per il 2013, invece, l’Europa è chiamata a regolamentare i test cosmetici su animali, data che potrebbe slittare in avanti di 10 anni lasciando così in commercio shampoo, deodoranti e rossetti testati prima su topi, coniglie e scimmie.
Per la guida ai cosmetici non testati su animali andate qui, mentre sul sito della LAV tutte le piazze in cui ci saranno i banchetti informativi con la possibilità di aderire alle due campagne

Cina, tartarughe imprigionate in porta chiavi: il video denuncia!


Il video su è davvero sconcertante: un venditore assolutamente impassibile mostra la sua mercanzia fatta di sacchetti di plastica sigillati con all’interno creature vive. Finiscono così per essere meno di oggetti piccole tartarughe acquatiche, salamandre, lucertole imprigionate per l’orribile portachiavi.
On line c’è una petizione per chiedere alla Cina di dotarsi di una legge che impedisca simili commerci e protegga gli animali.

14/03/12

Bringme: un esempio italiano di Social Carpooling!


Il carpooling, nato negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale come strumento per il risparmio di carburante, si esplicita attraverso lacondivisione della propria autovettura rendendosi disponibili a trasportare altre persone in cambio di un piccolo contributo spese.
Quotidianamente in Italia, decine di migliaia di automobilisti percorrono il tragitto casa–lavoro–casa con la propria auto lasciando inutilizzati i posti disponibili al suo interno. Lo stesso tragitto, negli stessi orari, viene percorso da altri automobilisti e altrettanti lo percorreranno su treni, bus e tram.
Grandi concerti, feste o manifestazioni radunano migliaia di persone con le stesse passioni, in un unico luogo. Così come le festività inducono grandi flussi di turisti verso le mete più gettonate del periodo: città d’arte, capitali europee, lidi costieri o montagne innevate.
Mediante il carpooling e la piattaforma gratuita offerta da Bringme è possibile individuare uno o più compagni di viaggio con i quali dividere i costi, ridurre l’inquinamento atmosferico generato dalle emissioni di gas di scarico e perché no, conoscere nuovi amici con i quali condividere una passione o un lungo viaggio di piacere.
Nato come soluzione alternativa alla mobilità privata, oggi Bringme, ricopre un duplice ruolo:
• strumento “anti crisi” capace di ridurre il costo del carburante e dei pedaggi autostradali di oltre il 70%
• servizio per il raggiungimento di una mobilità più sostenibile, perché è in grado di indurre un abbattimento immediato, delle emissioni.
Come si diventa carpooler? Avvalersi dei vantaggi di questo servizio e diventare carpooler è davvero semplicissimo. Su www.bring-me.it è possibile visionare, senza alcuna registrazione, tutti i viaggi già pubblicati e, attraverso la mappa interattiva o la ricerca geografica, individuare il nostro compagno di viaggio.
Le sezioni “sport” ed “eventi”, costantemente aggiornate, vi offrono un palinsesto con tutti i principali concerti, eventi sportivi, manifestazioni e fiere in programma nelle prossime settimane e vi consentono di cercare un passaggio o un passeggero con il quale condividere non solo il viaggio ma anche le vostre passioni.
Nel caso non abbiate trovato il vostro passaggio o un passeggero, in pochi clic potrete inserire un vostro annuncio, sempre gratuitamente, e postarlo nella banca dati di Bringme. Quotidianamente, centinaia ed in alcuni casi migliaia di utenti visitano Bringme e tra loro sicuramente vi sarà qualcuno interessato al vostro tragitto.
La sicurezza del carpooling online
Molti di voi saranno scettici o preoccupati nel condividere un viaggio con uno sconosciuto ed è qui che Bringme ha ideato alcuni strumenti per innalzare la sicurezza dei suoi utenti:
• Utenti certificati: gli utenti possono, in qualunque momento, elevare il proprio status di utente a “utente certificato” inviando una copia di un documento di identità. Il documento verrà visionato da un addetto che ne verificherà la veridicità dei dati inseriti attribuendogli lo status di “utente certificato”, che da quel momento comparirà come contrassegno chiaro e immediato accanto a ogni annuncio che essi inseriscono.
• Viaggi “donna per donna”: il pubblico femminile potrà inserire viaggi consultabili solo da utenti “donna”. La certificazione unita a un viaggio donna per donna garantisce il pieno soddisfacimento delle esigenze di sicurezza.
• Feedback: ogniqualvolta venga concordato un viaggio è possibile rilasciare e ottenere un feedback da parte del compagno di viaggio e i risultati ottenuti saranno resi pubblici in modo da essere consultabili da chiunque si accinga ad accettare un annuncio.
Alcuni dati su Bringme
A oggi sono presenti oltre 2400 viaggi in partenza nelle prossime quattro settimane per un totale di oltre 9000 posti disponibili. Bringme è seguito da 4300 fan in tutta Italia, il 54% sono donne e il 46% uomini.
Vi aspettiamo numerosi su Bringme Social Carpooling e buon viaggio!
Gerard Albertengo
mail: info@bring-me.it

Biocarburanti: come produrre biodisel utilizzando le alghe. Ce lo spiega la T.M. di Modena!


algheIn un mercato dell’energia libero e sempre più competitivo, le aziende stanno investendo in nuovi strumenti per migliorare l’efficienza energetica e salvaguardare l’ambiente.
In questo scenario – dominato dal continuo aumento dei costi energetici – l'ultima direttiva UE, recepita anche in Italia, ha aperto grandi spazi per la crescita dei biocarburanti in Europa che in pochi anni ha raggiunto la leadership a livello mondiale, seguita a lunga distanza dagli Stati Uniti. Di pari passo è cresciuto però anche il dibattito scientifico sull'opportunità di produrre biocarburanti di origine vegetale, anche sulla base delle indicazioni della FAO che segnala con preoccupazione il diffondersi delle colture destinate alla produzione di biodiesel a discapito di quelle per l'alimentazione.
Per rispondere a queste istanze, una nuova modalità di produzione di biodiesel è stata messa a punto dalla società italiana T.M. di Modena grazie all’impiego delle alghe, il vegetale più antico del mondo che produce il 40% dell’ossigeno mondiale, assorbe la CO2 presente nell’atmosfera proveniente per esempio da produzioni industriali o da teleriscaldamento, non ha bisogno di terra coltivabile e quindi non sottrae spazi alle colture alimentari.
Con la collaborazione di alcune Università italiane e della società di consulenza ES Consultant di  Shandong  - ha sottolineato Michael Magri, direttore generale di T.M. – abbiamo perfezionato il funzionamento del fotobioreattore utilizzando nel processo produttivo un ceppo di alghe che garantisce una maggiore resa rispetto alle prime realizzazioni di questo tipo di impianti.  Il risultato è una maggiore produzione di Biodiesel e un maggiore assorbimento di CO2 nell’atmosfera”.
T.M.  ha presentato in anteprima questa nuova tecnologia nel novembre scorso alla fiera delle energie rinnovabiliCIGIPTS (China International Green Innovative Products and Technologies Show) di Guangzhou ed è attualmente in fase di sperimentazione presso alcuni impianti pilota in Cina e in Europa. La società ha dichiarato che l’investimento richiesto per la realizzazione dell’impianto varia da 8 a 20 milioni di euro a seconda della quantità di Biodiesel che si intende produrre.

Aqua for Life: al via la nuova campagna di Armani per l’accesso all’acqua in Ghana


raccolta_acquaL’acqua sarà al centro della seconda edizione della campagna benefica di Giorgio ArmaniAqua for life. Il famoso stilista ha infatti lanciato, dopo gli ottimi risultati raggiunti lo scorso anno, la nuova edizione dell’iniziativa in collaborazione con Green CrossInternational, l’associazione non governativa fondata da Mikhail Gorbacev.
L’accesso all’acqua, come sappiamo, è ancora un diritto negato in molti Paesi del mondo. Partendo da questo elemento, nel 2011Armani aveva stabilito una partnership con GCI per favorire l’accesso alle risorse idriche in Ghana. Il programma aveva beneficiato 16 comunità nella regione Volta del Paese africano. La campagna di comunicazione aveva riscosso ottimi risultati grazie alla risonanza offerta dal marchio Armani e quest’anno si ripromette di pareggiare, se non di superare, le performance degli anni passati.
Diversi i modi di partecipare: sia acquistando i profumi che proprio all’acqua si associano (Acqua di Giò e Acqua di Gioia) sia contribuendo a diffondere la campagna sui social media. Ogni “mi piace” su Facebook corrisponderà a 50 litri di acqua per le comunità del Ghana e - quest’anno - anche della Bolivia. “Sono sempre stato consapevole dei problemi connessi all’ambiente e in particolare all’acqua, un elemento che amo molto perché è rigenerativo, prezioso ed essenziale per vivere”, ha affermato lo stilista.
Ma in quale maniera Armani può effettivamente contribuire al benessere delle comunità inserite nel progetto? La parte operativa è affidata a GCI, che nel quadro del progetto “Smart Water for Green Schools” si occuperà di implementare soluzioni per la costruzione di sistemi di raccolta dellacqua. I risultati del 2011 hanno mostrato chiaramente che l’accesso all’acqua può cambiare in maniera determinante le prospettive di una comunità. Lo sforzo intrapreso dal brand, indubbiamente, può contribuire a tenere alta l’attenzione su un problema spesso sottovalutato e dalle conseguenze drammatiche, a partire dall’alta mortalità infantile.
Del resto, nel caso di Armani si può parlare di impegno sociale e green consolidato nel tempo: già nel 2002 l’azienda ha vinto il “Product/Industrial Design Award” nell’ambito del Global Green Sustainable Design Awards, manifestazione nata nel 1999 per premiare le aziende più virtuose dal punto di vista ambientale e sociale. In particolare, il riconoscimento ottenuto da Armani premia le aziende i cui prodotti sono in grado di promuovere allo stesso tempo l’innovazione del design e la responsabilità ambientale. La ricerca sui materiali e la volontà di ridurre gli sprechi continuano a caratterizzare il grande brand, che in occasione dei British Academy Film Awards ha vestito con abiti di lana etica e materiali riciclati star del calibro di Michael Fassbender e Colin Firth.
Armani, dunque, può legittimamente farsi portatore di un messaggio sulla responsabilità ambientale. In questo modo, oltre a promuovere una buona immagine del proprio brand, contribusce a sensibilizzare un ampio pubblico su tematiche sociali e ambientali, sostenendo l’azione di chi, come Green Cross International, da anni lavora sul campo. Aqua for Life, alla sua seconda edizione, si conferma come esempio virtuoso di una campagna di comunicazione dal forte valore etico. Che, grazie ai social media, permette anche a chi non desidera acquistare prodotti Armani, di migliorare sensibilmente le prospettive di migliaia di persone.