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26/03/12

Così si fa! Ikea funziona per l’89% con le rinnovabili. Due fabbriche dell’est “delocalizzate” in Piemonte:

Trentadue milioni di euro investiti per posare pannelli fotovoltaici e migliorare l’efficienza energetica nei 19 negozi italiani, che diventeranno venti da agosto con l’apertura del punto vendita di Chieti. Il 75% di rifiuti differenziati e il 23% (100% tracciato) di legname utilizzato per i mobili proveniente da foreste certificate Fsc (Forest stewardship council). Il 24% del cotone a standard Better cotton initiative, cioè da piantagioni senza pesticidi. E 5.400 articoli acquistabili on line entro fine 2012 per lasciare a casa l’auto e rispettare l’ambiente.


Sono questi i numeri più verdi nel verde del nuovo “Report ambientale & sociale” dell’Ikea, che il mobilificio svedese ha presentato giovedì 15 marzo a Milano nello scenario sostenibile della cascina Cuccagna, l’orto urbano a due passi da porta Romana.


Ma non è solo il green a luccicare. Ikea sta rafforzando la produzione in Italia, già oggi terzo paese al mondo della manifattura al servizio del gigante del mobile fai da te: “Nel 2011, grazie a un accordo con Confindustria Piemonte, abbiamo trasferito nel biellese e sul lago d’Orta una parte della produzione di rubinetti e giocattoli precedentemente realizzati in Cina e Malesia”, annuncia Lars Petersson, l’amministratore delegato di Ikea Italia.
 Una scelta produttiva a chilometri zero “che ci permette di risparmiare sui costi di trasporto e migliorare la qualità dei prodotti”, spiega l’ad. Una scelta, com’è evidente, in piena controtendenza rispetto alla fuga a est di molte aziende italiane. “Solo pochi anni fa il nostro paese produceva il 4% dei prodotti Ikea, oggi siamo all’8%”, conferma Valerio Di Bussolo, responsabile delle relazioni esterne.


Tornando al green, i negozi Ikea sono ormai alimentati per l’89% con fonti di energia rinnovabile (più 6% sul 2010): grazie anche al contributo del geotermico, il 100% è a un passo. Ed entro il 2015, ha assicurato Lars Petersson, sarà raggiunto l’obiettivo “zero discarica”: tutti i rifiuti saranno riciclati o inviati al recupero energetico.


Leggi il report ambientale dell’Ikea in versione integrale!
www.ikea.com

24/03/12

Idee per riciclare il tuo vecchio spazzolino da denti o sceglierne uno già riciclato!


spazzolino_da_denti
Lo usiamo tutti giorni, anche più volte ed è forse all’interno della nostra quotidianità uno di quegli attrezzi che di certo non possiamo fare a meno. Lo spazzolino da denti, infatti, è sicuramente la prima cosa che mettiamo in valigia quando decidiamo di fare un viaggio e in modo altrettanto certoè il primo oggetto che impugniamo la mattina dopo aver fatto colazione.
Nonostante, però, questo suo stretto contatto con ognuno di noi, quasi nessuno pensa a quanto anch’esso sia un problema a livello di riciclaggio. Secondo i dentisti, lo spazzolino andrebbesostituito minimo ogni 2-3 mesi; quindi a grandi linee facendo una stima annuale si potrebbe dire che ogni uomo ne andrebbe a consumare 4 l’anno. 4 spazzoli che buttiamo nell’indifferenziato, giacché si tratta di plastica non riciclabile.
Per questo motivo, vogliamo darvi una serie di possibilità per regalare una “seconda vita” al vostro spazzolino. Ecco, allora, alcuni utilizzi alternativi quando il vostro fedele alleato dell’igiene orale non sarà più in grado di prestare il suo servizio.
1) Questa idea è la più banale, verissimo, ma pare più che doveroso ricordarla. Lo spazzolino è un ottimo utensile per la pulizia casalinga. Quanti sono, infatti, luoghi e angolini che all’interno delle vostre mura domestiche sono al limite dell’accessibilità? Ed è proprio qui che entra in gioco: ottimo per arrivare nei punti più nascosti e utilissimo anche per dar nuovo splendore a gioielli o a parti del computer come tastiera e mouse.
2) Arriva dagli Stati Uniti d’America, invece, una nuova tendenza che sta portando ad “indossare” il proprio vecchio spazzolino da denti. Strano a dirsi, ma per nulla a farsi. Sono tantissimi, infatti, i giovani che lo hanno trasformato in un originale braccialetto alla moda. Quello che bisogna fare è semplicissimo: una volta che lo spazzolino (di quelli in plastica morbida) è arrivato al capolinea non occorre altro che immergerlo in un grande recipiente di acqua bollente e dopo di che torcerlo e farlo diventare della forma che più piace. Nel paese a stelle e strisce pare che sia una vera e propria icona trendy. Non ci credete? Leggete qui.
spazzolino_denti Toothbrush_finished
3) E se il vostro vecchio spazzolino vorreste farlo diventare un ottimo arnese per la pittura? Si dovrebbe non far altro che immergerlo in una qualsiasi vernice e colore e poi passare un dito sulle setole. L’effetto a spruzzo è veramente simpatico per decorare oggetti e piatti. Inoltre, i più piccoli, potrebbero divertirsi moltissimo ad imparare questa bizzarra tecnica di pittura.
4) La rete è sempre ricca di iniziative in termini di riciclaggio e creazioni. Prendendo spunto da un blog, a tal proposito, si può creare un porta spazzolino partendo proprio dai vostri vecchi spazzolini! La procedura esatta non l’abbiamo intuita però c'è su  Eatsy qualcuno lo fa per noi e dà la possibilità di comprarlo! Un oggetto funzionale, particolare ed esclusivo.
porta_spazzolino porta_spazzolino2
Se poi il riuso creativo non fa per noi, invece di riciclare uno spazzolino, piuttosto di comprarne uno riciclato! Il sito italiano Minimo Impatto  mette in vendita uno spazzolino che ha nel manico un ottimo esempio di rispetto dell’ambiente. Esso è, infatti, prodotto dal riciclo di legno. Oltre ad essere eco-friendly è anche molto particolare nel design. E' venduto al prezzo di 7,99 Euro e nella confezione sono incluse anche due testine intercambiabili che triplicheranno la vita del vostro spazzolino.
spazzolino_riciclato_minimo_impatto
Rimanendo sempre sul fronte spazzolini riciclati, ne segnaliamo anche uno di plastica 100% riciclata. Fabbricato dall’azienda americana Recycline è un ottimo esempio di partnership commerciale intelligente. Il 65% della plastica è, infatti, fornito dalla Stonefield Farm  una compagnia che produce yogurt (e quindi riciclandone i vasetti)! Oltretutto invita i propri clienti a rimandare lo spazzolino usurato via posta per poterli riciclare nuovamente.
spazzolino_recycline
Infine, consigliamo una metodologia di utilizzo dello spazzolino quanto mai eco-friendly: acquistare solo le setole. Sono tantissime le aziende che permettono questa pratica. Su tutte segnaliamo l’italianissimo Silver Care, rivestito di argento puro (lo stesso che insieme al cloro viene utilizzato per disinfettare l’acqua delle piscine grazie alla sua azione disinfettante e batteriostatica) che a contatto con l’acqua sprigiona - in modo del tutto naturale – ioni attivi capaci di essere antibatterici e propedeutici all’azione igienizzante del nostro cavo orale. Un prodotto capace di rispettare l’ambiente, ma anche di farci risparmiare economicamente un bel po’ dato che ogni volta si andranno ad acquistare solo le testine di ricambio.

18/03/12

WORK IN PROGRESS!

Stiamo lavorando per migliorare il servizio, non perdeteci di vista, stiamo lavorando per voi.
A presto torneremo "a pieno regime"
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15/03/12

Gli elettrocomunitari, cucina e frigorifero ora vengono condivisi:


L'idea di tre giovani laureati italiani finalista al premio Samsung Young Design

L'area della condivisione (da Studiosuperfluo)L'area della condivisione (da Studiosuperfluo)
MILANO - Arriva lo sharingdegli elettrodomestici dopo gli esperimenti di successo per auto e bici. Gli elettrocomunitari sono un prototipo finalista alla quinta edizione del Samsung Young Design Award dal tema New electronics for new families. L’idea è di un gruppo di tre ragazzi poco più che ventenni appena laureati in disegno industriale: Francesco Fortino, Martina Muggiri e Jacopo Severitano.
IDEA - «Cercavamo la maniera di ridurre l’entità di rifiuti di elettrici e elettronici» spiega Fortino la nascita dell'idea. «Purtroppo, ci sono spesso dismissioni illegali nei Paesi poveri del mondo. Con questo sistema, l’azienda produttrice ha un controllo totale della filiera, dalla produzione dell’elettrodomestico al rifiuto». Inoltre, la condivisione consente di sfruttare al massimo il ciclo di vita degli elettrodomestici che, nella maggior parte dei casi, rimangono inattivi per circa il 67 per cento del tempo. Un vantaggio collaterale è il guadagno di spazio all’interno di appartamenti dalla metratura sempre più risicata a causa della crisi economica.
Il logoIl logo
COME FUNZIONA - Un motivo in più per litigare alle riunioni di condominio? Fortino sorride: «In realtà, gli elettrocomunitari andranno incontro alle esigenze di tutti. Le fasce orarie di utilizzo saranno ricavate sulla base di questionari. In caso di cambio di preferenze, potranno essere aggiornate e saranno previste fasce libere su prenotazione. Saranno creati gruppi di condivisione di tre o quattro famiglie con orari incastrabili». Gli elettrocomunitari rimarranno in un’area comune e ogni famiglia avrà accesso ai dispositivi del proprio gruppo di condivisione.
TESSERA - Per poter entrare nell’area apposita, ogni utente avrà una tessera elettronica dotata di un tag identificativo a radio frequenza (Radio Frequency Identification) per il riconoscimento. Ciascun nucleo familiare potrà accedere al pannello di gestione e sbloccare gli elettrocomunitari solo nelle fasce orarie assegnate. Nel caso in cui un condomino dimenticasse di riportare nella stazione di condivisione l'apparecchio, riceverà un avviso via mail o sms. Con il pagamento di un canone mensile, l’utente potrà usufruire di pacchetti di elettrodomestici affini alle proprie esigenze. In caso di rottura, l’elettrocomunitario sarà sostituito con uno nuovo da parte del produttore. Inoltre, sarà il produttore stesso a occuparsi dello smaltimento del Raee senza oneri da parte dell’utente.
DIFFICOLTÀ APPLICATIVE - Questo sistema non si può adattare agli elettrodomestici già presenti nelle case. Lavatrici, frullatori o stampanti dovrebbero essere progettati ex novo. In fase attuale, sono previsti il servizio e il pannello di gestione. Per quanto riguarda le caratteristiche degli elettrodomestici siamo nel campo delle ipotesi. Sono state proposte soluzioni facilmente scomponibili per consentire la sostituzione più agevole di parti danneggiate e agevolare il riciclo. Inoltre, gli elettrodomestici dovrebbero essere muniti di un pannello di controllo in grado di identificare l’utente.

Cidade das àguas: in Brasile la città dedicata alle acque!


la Cidade das aguas
Dedicare una intera città alla tutela delle acque: il sogno di Nàrcio Rodrigues scrittore e politico brasiliano si realizza. La Cidade das àguas, la città dell’acqua, sarà costruita nello stato di Minas Gerais, città di Frutal, che ospita la più grande riserva di acqua dolce presente sul nostro Pianeta.
Il progetto presentato al VI Forum mondiale dell’acqua in corso a Marisglia è stato ideato dallo studio di architetti brasiliani Jaime Lerner Associated Architects e In Cubus Architects con l’obiettivo di rendere la città luogo d’incontro per tutti coloro che sono parte attiva nella gestione e protezione delle acque.
La costruzione che costerà in finanziamenti 55,7milioni di Reis sarà terminata nel 2014 e sarà anche sede dell’UNESCO e Hidroex e con spazi dedicati, tra gli altri alla Fondazione Cousteau.
Maggiori dettagli nel video dopo il salto.