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24/05/12

Cartalatte™ , Cartafrutta™ e L'ECOALLENE®


Dai centri di raccolta i cartoni vengono portati in cartiera: qui la parte cellulosica viene separata da alluminio e polietilene grazie alla semplice azione centrifuga di un "enorme frullatore" che miscela il materiale senza l'aggiunta di alcun tipo di additivo chimico. Successivamente le componenti vengono lavate e filtrate: la carta viene veicolata al normale processo di produzione di carta riciclata; la frazione polietilene/alluminio viene inviata all'impianto di rigenerazione plastica.

La pasta di cellulosa liquida viene stesa su un tappeto in movimento e essiccata, controllando spessore e omogeneità. 
Viene successivamente avvolta in rotoli: questa carta potrà essere nuovamente riciclata, dando vita ad un ciclo continuo.  (Cartalatte™)

Una volta separati, carta, polietilene e alluminio danno vita a nuovi materiali. CARTAFRUTTA ™ derivante dal riciclo dei contenitori provenienti dalla raccolta differenziata, è una carta avana particolarmente adatta per la produzione di shopper e di cancelleria. L'ECOALLENE® , composto da polietilene e da una piccola percentuale di alluminio, è un materiale plastico e stampabile, impiegato nell'edilizia, nel promotional ed in bigiotteria.




Ecco un produttore di articoli in ECOALLENE® personalizzabili: www.leccepen.it



23/05/12

Newlife™: la versatile fibra tessile della Miroglio derivata da bottiglie di plastica


Riciclare delle bottiglie di plastica PET e farle diventare dei tessuti per l’abbigliamento. Questa la grande scommessa e l’interessante risultato di anni di ricerca da parte dell’azienda Filature Miroglio di Saluzzo (in Piemonte) in una joint venture con il gruppo Sinterama di Biella. A un anno dal lancio ufficiale del marchio sono già una cinquantina i partner in Europa per la tessitura di questo poliestere riciclato. Con trenta bottiglie di plastica da 1,5 litri si produce un chilo di filato Newlife™.
Questo in sintesi il processo di lavorazione: scaglie di polimero derivate da bottiglie di plastica “Clear” (di tipo chiaro) selezionata e lavata, vengono fuse e trasformate in filati, poi raccolti in bobine e successivamente inviati al reparto di testurizzazione, dove un processo termico e di frizionamento conferisce loro il volume e le caratteristiche funzionali di una fibra naturale. I filati ottenuti possono infatti avere caratteristiche molto simili a quelle della seta, del cotone (e in futuro forse anche della lana).
Dal punto di vista ambientale è interessante il fatto che tutti i processi impiegati nella lavorazione sono di tipo meccanico e non chimico: questo significa basse emissioni di CO2 ed enorme risparmio di acqua. Oltre a evitare di depositare migliaia di tonnellate di plastica in discariche.
I tessuti prodotti con questi filati sono già stati scelti da importanti stilisti come Giorgio Armani e Valentino per capi e collezioni molto chic e, anche indossati da celebrities come Livia Giuggioli, moglie di Colin Firth. Una riprova che non occorre rinunciare all’aspetto stilistico per essere ecosostenibili. In ogni caso, grazie alle sue caratteristiche funzionali, questo tipo di filato è anche adatto alla manifattura di sportswear e abiti da lavoro.

22/05/12

Biologico: boom italiano nelle esportazioni


Per chi ha la possibilità di farsi un giro uno giro all’interno di un supermercato Bio a Parigi, la notizia non sorprende più di tanto. Che il biologico Made in Italy sia in espansione lo dicono gli scaffali pieni di etichette italiane. Eppure le proporzioni con cui questo boom sta continuando sono decisamente importanti.
Per il sesto anno consecutivo, come avevamo notato anche poco tempo fa, il settore Bio in Italia è cresciuto, con una percentuale dell’8,9%. Crescita che è stata trainata non solo da consumi sempre più diffusi nel Paese – tanto che la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) parla ormai di “nuova abitudine” e non di “moda” – ma anche da un’esportazione dei nostri prodotti all’estero davvero impressionante. In pochi anni l’Italia è diventata il Paese europeo numero uno in fatto di esportazioni di prodotti Bio, soprattutto se parliamo del settore agroalimentare.
Secondo Federbio:
In molti paesi esteri, in particolare quelli germanofoni e nel Nord America, il prodotto biologico e in particolare il prodotto Organic Made in Italy riscuote ampie preferenze.
L’esperienza personale ci porta a concludere che anche in Francia le cose per il Made in Italy non vadano male. Ad ogni modo, il mercato interno risulta ancora il settore decisivo ed è importante osservare che anche in questo campo la crescita sia sensibile. Le parole della CIA sono in questo senso rivelatrici:
Dal punto di vista dei consumi, (il biologico) rappresenta circa il 3% del fatturato alimentare e solo il 2,3% della popolazione ne fa uso esclusivo, anche se negli ultimi due anni le vendite nei supermercati sono aumentate dell’11,5% e nei negozi specializzati del 15-20%.
Qualcuno noterà come si tratti comunque di quantità tali da far parlare di una certa marginalità del settore. Si tenga però conto della crisi attuale e della riduzione del potere di acquisto di stipendi e salari. I beni di prima necessità Bio sono senza dubbio più cari in media, rispetto alle grandi marche da supermercato. Però il settore continua a crescere, nonostante tutto. A nostro modo di vedere un motivo è quello di un certo slittamento di senso della parola Bio all’interno dei comportamenti della clientela.
Se in origine era una questione di etica ambientale unita alla poca fiducia rispetto alle tecniche “chimiche” della concorrenza non Bio, oggi il biologico è diventato un marchio che segna una qualità superiore del prodotto. Vera o no che sia questa superiorità (c’è chi la mette in discussione), la possibilità di avere queste certificazione di qualità permette alle migliori produzioni del Paese di emergere tra la concorrenza. Spesso, infatti, una piccola azienda non ha comunque modo di concorrere con le grandi produzioni a livello di prezzi. Il marchio Bio diventa allora una chance fondamentale per vedere riconosciuto il proprio prodotto come “diverso”. E spesso si tratta di una “diversità” reale.
La scommessa per il futuro, ora, è lo sviluppo anche nel settore dell’allevamento. Fatte salve alcune eccezioni, infatti, in questo campo l’Italia sconta ancora un ritardo rispetto ad altri Paesi come la Germania. In questo senso ANABIO ha deciso di promuovere For@zoobio, un progetto orientato a formare gli allevatori orientandoli verso il metodo biologico:
In Italia gli allevamenti bio non hanno ancora assunto volumi di produzione adeguati ai livelli dei consumi. Di conseguenza il nostro Paese, pur restando il primo esportatore al mondo di alimenti bio, è importatore di carni, latte e uova biologiche. Riteniamo, perciò, che questo settore abbia grandi potenzialità economiche e, per questo, intendiamo offrire agli allevatori gli strumenti di conoscenza necessari per intraprendere queste produzioni.
Non possiamo che auspicare che questo progetto vada a buon fine. Va comunque detto che il problema degli allevamenti BIO non può essere ridotto, come a volte avviene, al nutrire gli animali con mangimi di origine “organica”. L’obiettivo dovrebbe essere quello, crediamo, di ridurre anche la quantità di stress che gli animali subiscono durante tutta la loro esistenza, dalla nascita al macello, negli allevamenti classici.


Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/biologico-boom-italiano-nelle-esportazioni-9538.html#ixzz1vE2aJyy7

21/05/12

Il percorso di un email raccontata da Google in un video


gmail
Cosa succede alla vostra posta elettronica quando la inviate? Qual è il percorso di un'emal? Il colosso informatico di Google si sta impegnando ad impiegare e ad investire nelle energie rinnovabili per il funzionamento dei propri data center e dei dispositivi tecnologici legati agli edifici in cui vengono raccolti giornalmente migliaia e migliaia di dati che gli utenti del web si scambiano per motivi di studio, di lavoro o semplicemente come passatempo. Ora Google ha deciso di svelare attraverso un video esplicativo che cosa accade esattamente dopo il momento in cui, avendo deciso di inviare una e-mail tramite Gmail, premiamo il tasto invio.
La descrizione del processo di invio dei messaggi di posta elettronica, presentata da Google attraverso le immagini di un video appositamente realizzato, non manca di sottolineare come la compagnia si impegni a non perdere l'occasione di mettere in atto comportamenti all'insegna dellasostenibilità ambientale, aiutandoci a riflettere sulla quantità di energia necessaria per l'invio quotidiano dei nostri messaggi di posta elettronica.
Ogni nostro messaggio, una volta inviato, viene veicolato attraverso un percorso che dura in realtà pochissimi istanti, in direzione del data center di Google, che si occupa della gestione dei messaggi seguendo dei precisi protocolli di sicurezza a garanzia della privacy dei dati e delle informazioni contenute all'interno di essi. Ogni messaggio subisce inoltre una scansione antivirus, in modo da proteggere il computer su cui verrà scaricato e ricevuto. I messaggi vengono dublicati, in modo da garantire la creazione di copie di back-up. Google si impegna a potenziare l'efficienza dei propri data center, cercando di garantire consumi energetici sempre minori, ma non causando alcun danno ai propri servizi. Google garantisce come utilizzarre Gmail per le proprie attività di lavoro garantisca un impatto ambientale di 80 volte minore.
Google dichiara come i propri data center siano in grado di utilizzare il 50% in meno di energiarispetto ad un comune data center, grazie allo sfruttamento dell'energia prodotta dal vento e generata da parchi eolici posti nelle vicinanze dei data center e ponendo estrema attenzione ad arginare la dispersione energetica. Attraverso il video realizzato da Google, la compagnia si rivela in grado di certificare sia la sicurezza dell'invio di messaggi di posta elettronica attraverso i canali da essa offerti, sia il proprio impegno relativamente alla sostenibilità ambientale, mettendo in luce le risorse energetiche necessarie a finalizzare un gesto diventato ormai per molti di noi quotidiano, come l'invio di una e-mail.

20/05/12

20 usi alternativi per il caffe'


caffe usi alternativi
Il caffè è certamente una delle bevande più amate e più consumate nel nostro Paese. Ma come comportarsi nel caso capiti che esso avanzi e come riutilizzare in maniera furba i fondi di caffè? Vi presentiamo alcuni suggerimenti in proposito, che potranno esservi utili nella pulizia della casa,in cucina, nella cura della vostra bellezza e dei vostri animali domestici, nonché del vostro giardino fiorito.
Insomma per il caffè, i suoi chicchi e per quanto riguarda ciò che resta dopo la preparazione di questa bevanda, esistono numerosi riutilizzi alternativi, che a volte potrebbero aiutarvi ad evitare che piccole quantità di rifiuti finiscano direttamente nel bidone dell'umido.

1) Deodorante per il frigo

La polvere di caffè, come il bicarbonato di sodio, possiede la capacità di assorbire i cattivi odori all'interno del vostro frigorifero. Vi basterà riporne alcuni cucchiai in un piccolo contenitore per tenere a bada la formazione di eventuali odori sgradevoli, che scompariranno quasi per magia.

2) Ridurre la cellulite

Le creme comunemente in vendita contro la cellulite annoverano spesso tra i loro ingredienti lacaffeina, in grado di agire positivamente nei confronti della circolazione capillare e dei ristagni di liquidi. Potrete ottenere la vostra crema fai-da-te mescolando del caffè in polvere con dell'olio di mandorle dolci. Massaggiate il composto ottenuto sui punti critici prima della doccia.

3) Cancellare i cattivi odori dalle mani

Tritando dell'aglio, sbucciando una cipolle o affettando dei porri, vi potrebbe capitare che il loro odore si trasferisca in maniera persistente sulle vostre mani. Sfregatele dunque con un pochino di polvere di caffè (anche recuperata da un fondo) prima di passarle sotto l'acqua per risolvere il problema.

4) Compost casalingo

Caffè avanzato o fondi di caffè possono essere utilizzati per arricchire il vostro compost o il terriccio da utilizzare per le vostre piante al momento del travaso, soprattutto nel caso esse necessitino di terreni piuttosto acidi, caratteristica che il caffè sarà in grado di donare loro grazie alla capacità di rilasciare nitrogeno nel suolo.

5) Per capelli splendenti

Se avanzate del caffè, lasciatelo raffreddare e diluitelo con acqua e applicatelo sui capelli con l'aiuto di un contenitore spray prima del lavaggio. Lasciate agire per una ventina di minuti e poi passate allo shampoo. Ripetete il trattamento una volta alla settimana per ottenere risultati sempre migliori. Il trattamento, se effettuato regolarmente, potrà regalare ai capelli delicati riflessi color caffè.

6) Tintura naturale

Del caffè molto forte potrà essere utilizzato per la tintura di stoffe e tessuti in lino o in cotone, che dovranno essere lasciati immersi nel liquido, con aggiunta di acqua e portato ad ebollizione, per una notte. Il trattamento potrà essere ripetuto a seconda della tinta che si desidera ottenere.

7) Portaspilli

Una piccola quantità di caffè in polvere o dei chicchi di caffè potranno essere utilizzati percomporre l'imbottitura di un portaspilli realizzato a mano con degli scampoli di stoffa recuperati. Il caffè proteggerà inoltre i vostri spilli ed aghi dalla ruggine.

8) Pulizia del caminetto

La rimozione della cenere dal caminetto può essere facilitata cospargendo su di essa dei fondi di caffè che vi faciliteranno nella sua rimozione facendo in modo che essa non si sollevi al momento di agire con secchio e paletta o con l'aspirapolvere.

9) Scrub naturale

Potete realizzare uno scrub naturale per il corpo, che vi aiuterà nella rimozione delle cellule morte, mescolando un cucchiaio di caffè in polvere e mezzo cucchiaio di olio d'oliva. Amalgamate e massaggiate sulla pelle prima della doccia.

10) Allontanare le formiche

Per allontanare le formiche dai punti di entrata della vostra casa, cospargete al suolo dei fondi di caffè precedentemente lasciati asciugare. Potete fare lo stesso nelle vicinanze del formicaio, anche versando direttamente del caffè. Il suo odore dovrebbe scoraggiarle.

11) Fertilizzare le piante

Le piante che amano suoli acidi vi ringrazieranno se cospargerete nelle vicinanze delle loro radici dei fondi di caffè usati. Potete utilizzate inoltre i rimasugli di caffè rimasti nelle tazze, dopo averli diluiti. I nutrienti presenti nel caffè favoriscono la crescita e la fioritura di azalee, rododendri e cespugli di mirtilli.

12) Detergente abrasivo

Potrete trasformare del comune detergente per i piatti in una crema abrasiva da utilizzare per la pulizia di superfici dure o per rimuovere lo sporco ostinato da pentole e fornelli. Vi basteràaggiungere del caffè in polvere, anche già utilizzato e lasciato asciugare, ad una piccola quantità di detersivo ed amalgamare prima dell'uso.

13) Deodorante per auto

Se amate l'odore del caffè, potete realizzare un prodotto fai-da-te deodorante e profumato per l'auto utilizzandolo per riempire un piccolo sacchetto realizzato recuperando del tulle o il tessuto di vecchi collant. Per la sua realizzazione potete seguire le immagini e le istruzioni riportate a questo link.

14) Coltivare funghi

Molti non ne sono a conoscenza, ma i fondi di caffè possono essere utilizzati per la coltivazione dei funghi, pratica che la start-up californiana Bttr Ventures ha trasformato in un vero e proprio business sostenibile. Dei semplici kit per l'autoproduzione di funghi che si avvalgono dell'utilizzo di fondi di caffè sono acquistabili online.

15) Antipulci

I fondi di caffè sono considerati un ottimo repellente per le pulci. Potranno essere strofinati sulpelo del cane dopo il bagno. Il pelo dovrà essere spazzolato una volta asciutto. L'odore dei fondi di caffè sarà molto meno fastidioso di quello di molti comuni antipulci.

16) Pulizia degli scarichi

I fondi di caffè possono essere diluiti in acqua e versati lungo gli scarichi di lavandini, vasche da bagno e wc in modo da assicurare la loro pulizia e da tenere a bada la formazione di cattivi odori persistenti.

17) Conservare lo zucchero o il sale

Una manciata di chicchi di caffè potrà essere disposta sul fondo della zuccheriera o del barattolo in cui conservate lo zucchero in modo da prevemire la formazione di una eccessiva umidità. Un analogo suggerimento vale anche nel caso del sale.

18) Nutrire i lombrichi della vostra compostiera

Se avete deciso di realizzare una compostiera da balcone che per la formazione del compost sfrutti l'azione dei lombrichi inseriti all'interno di essa, non abbiate timore di gettarvi i vostri fondi di caffè. Pare infatti che i lombrichi li apprezzino parecchio e che grazie ad essi possano aumentare la propria efficienza.

19) Cancellare i graffi dai mobili

Se possedete dei mobili o dei serramenti in legno scuro che appaiono irrimediabilmente graffiati, provate ad immergere un panno od un pennellino in una tazza di caffè solubile e ad utilizzare la bevanda come una tintura naturale finché la parte graffiata riprenderà una tonalità il più possibile simile a quella della superfice circostante.

20) Ingrediente segreto

Utilizzate il caffè come ingrediente segreto in cucina per la preparazione di granite, sorbetti, torte casalinghe, creme, biscotti e dolci di vario tipo. Regalerete ad essi un inaspettato tocco in più. C'è chi ha provato addirittura ad utilizzarlo come ingrediente inaspettato nella preparazione del risotto. Sperimentare nuove ricette non guasta mai!
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