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26/05/12

Una carta da parati ci protegge dalle frequenze wi-fi


L’idea può funzionare sia per chi non vuole regalare le sue frequenze wi-fi ai vicini, sia per coloro che preferiscono proteggersi dai danni di queste onde che, nonostante l’indifferenza della maggior parte delle persone, restano assai sospette. Oppure per coloro che soffrono di elettrosensibilità, ovvero di ipersensibilità ai campi elettromagnetici. O anche per schermare ospedali o camere da letto di privati.
Un gruppo di ricercatori francesi del Politecnico di Grenoble avrebbe infatti messo a punto una carta da parati isolante, capace di fare da schermo per le frequenze wi-fi (qui un articolo in lingua originale), senza però bloccare le onde radio o le frequenze di emergenza.
Un prototipo è già stato presentato alla stampa: il prodotto finito non differisce da una normale carta per tappezzare i muri: è coperto di motivi geometrici tracciato con un inchiostro contenente dei nanocristalli d’argento con proprietà schermanti e può essere ulteriormente coperto con altra carta da parati senza perdere le sue proprietà.
Il prezzo di questo tipo di carta potrebbe essere paragonabile a quello di una carta da parati di media gamma. Della commercializzazione si occuperà il gruppo finlandese Ahlstrom, che ha comprato il brevetto esclusivo.

25/05/12

10 idee creative per riutilizzare i tappi delle bottiglie di plastica


tappi plastica
I nostri lettori ormai sanno bene come sia possibile salvare dal ciclo dei rifiuti i più svariati oggetti, grazie ad un pizzico di fantasia ed alle numerosissime possibilità offerte dal riciclo creativo. Come utilizzare, ad esempio, i tappi delle bottiglie di plastica, nel caso si abbia, o si abbia avuto, il desiderio di conservarli per provare a regalare loro una nuova vita? Provate a mettere in pratica alcuni dei nostri consigli per realizzare piccoli progetti creativi.
Ricordiamo che per quanto riguarda la differenziazione dei rifiuti, i tappi di plastica devono essere gettati nell'apposito sacco di raccolta, assieme alle bottiglie di plastica, le cui etichette, se di carta, dovranno essere separate. Le bottiglie di plastica ed i loro tappi possono essere inoltre raccolte all'interno di macchinette automatiche simili a quelle che vi avevamo presentato relativamente alla possibilità di guadagnare attraverso lo svolgimento di una corretta raccolta differenziata.
E' necessario ricordare che il ricorso a bibite contenute in bottiglie di plastica, con particolare riferimento alla semplice acqua, dovrebbe essere limitato a casi di necessità ed il meno possibile abituale. Esistono però situazioni in cui acquistare acqua in bottiglia può diventare indispensabile, ad esempio nel caso si necessiti di acque dal particolare contenuto di minerali o in situazione di non potabilità dell'acqua proveniente dagli acquedotti pubblici. In ogni caso, ci teniamo ad incoraggiare nuovamente il riciclo ed il riuso della plastica, tappi delle bottiglie compresi, in modo che imballaggi dapprima visti come indispensabili non si trasformino nel giro di pochissimo tempo in inutili rifiuti.

1) Portasapone

portasapone
I tappi di plastica possono essere utilizzati per la realizzazione di un portasapone ideale per appoggiare il sapone da bucato nel momento in cui lo si utilizza per il lavaggio a mano dei panni e si necessita di un supporto antiscivolo, che, una volta riposto il sapone, permetta che esso si asciughi facilmente all'aria, in modo che l'acqua rimasta sul fondo del portasapone non lo consumi. Come base per la realizzazione dello stesso è possibile recuperare un contenitore di plastica per alimenti, come quelli in cui viene venduta la frutta al supermercato. Qui trovate istruzioni ed immagini chiarissime per la sua realizzazione.

2) Calamite

coccinelle tappi
Trasformate i tappi di bottiglia in calamite da applicare sul frigorifero inserendo al loro interno dei magneti e dipingendoli con dei colori acrilici adatti alla plastica. Li potrete trasformare in deliziose coccinelle magnetiche, così come ha pensato di fare l'autrice del blog Crafts by Amanda.

3) Decorazioni a tema

decorazioni tappi
Con l'aiuto di ago e filo, ritagli di carta, uncinetto e perline, i tappi di plastica possono esserericoperti di tessuto e trasformati in decorazioni o segnaposto a tema da utilizzare in occasione di compleanni o di altri festeggiamenti in famiglia. C'è chi ne ha tratto, ad esempio, delledecorazioni natalizie, attuabili anche nel caso di tappi metallici.

4) Gioielli e pendenti

gioielli tappi
Con un procedimento simile, i tappi possono essere trasformati in pendenti per gioielli come bracciali e collane o da applicare ai portachiavi. Eccone un esempio, personalizzabile a piacere per colori e materiali utilizzati.

5) Installazioni artistiche

tappi di plastica sono diventati protagonisti di vere e proprie installazioni artistiche realizzate a scopi benefici e volte alla sensibilizzazione al tema della scarsa disponibilità di acqua potabile nei paesi più poveri. Nel 2010 una simile opera è stata realizzata utilizzando 13699 tappi di plastica recuperati. Essi rappresentano gli individui che ogni giorno incontrano la morte a causa della mancata possibilità di accesso all'acqua potabile.

6) Timbrini fai-da-te

cap-stamps3
I tappi di plastica possono essere trasformati in timbrini colorati con cui i più piccoli sicuramente si divertiranno. Essi faranno da base ad inserti di polistirolo, od altro materiale ritenuto adatto, da incidere liberamente per creare forme geometriche, lettere o quanto vi suggerisce la fantasia.Qui potete trovare esempi, idee ed istruzioni.

7) Supereroi

robot tappi
I tappi di plastica possono essere assemblati in maniera creativa per realizzare praticamente a costo zero giocattoli per bambini dall'aspetto molto simile a quello dei vari robot e supereroi in vendita. Date un'occhiata qui e mettetevi all'opera!

8) Sonaglini

tappi sonagli
Per creare dei piccoli sonagli per i più piccoli basta unire tra di loro due tappi di plastica da decorare a piacere, ad esempio con adesivi colorati, e da riempire con alcuni chicchi di riso o di mais.

9) Puntaspilli

puntaspilli
Ricoprendo i tappi di plastica con del feltro e realizzando decorazioni ricamate è possibile dare vita ad adorabili puntaspilli, simili a piccole opere d'arte. Qui potete visualizzare alcune immagini che vi guideranno nella loro realizzazione.

10) Segnaposto

Bottle Cap Cakes
I tappi possono essere infine utilizzati come base per la realizzazione di dolcetti da utilizzare come segnaposto o come bomboniere da creare mediante la lavorazione di pasta modellabile, come la pasta di sale o la pasta di mais. C'è chi in questo modo ha ottenuto delle deliziose mini-tortine e dei cupcake davvero originali, che viene quasi voglia di assaggiare!
E delle bottiglie che rimangono che farne? Ecco 10 modi pratici per riciclarle

24/05/12

Cartalatte™ , Cartafrutta™ e L'ECOALLENE®


Dai centri di raccolta i cartoni vengono portati in cartiera: qui la parte cellulosica viene separata da alluminio e polietilene grazie alla semplice azione centrifuga di un "enorme frullatore" che miscela il materiale senza l'aggiunta di alcun tipo di additivo chimico. Successivamente le componenti vengono lavate e filtrate: la carta viene veicolata al normale processo di produzione di carta riciclata; la frazione polietilene/alluminio viene inviata all'impianto di rigenerazione plastica.

La pasta di cellulosa liquida viene stesa su un tappeto in movimento e essiccata, controllando spessore e omogeneità. 
Viene successivamente avvolta in rotoli: questa carta potrà essere nuovamente riciclata, dando vita ad un ciclo continuo.  (Cartalatte™)

Una volta separati, carta, polietilene e alluminio danno vita a nuovi materiali. CARTAFRUTTA ™ derivante dal riciclo dei contenitori provenienti dalla raccolta differenziata, è una carta avana particolarmente adatta per la produzione di shopper e di cancelleria. L'ECOALLENE® , composto da polietilene e da una piccola percentuale di alluminio, è un materiale plastico e stampabile, impiegato nell'edilizia, nel promotional ed in bigiotteria.




Ecco un produttore di articoli in ECOALLENE® personalizzabili: www.leccepen.it



23/05/12

Newlife™: la versatile fibra tessile della Miroglio derivata da bottiglie di plastica


Riciclare delle bottiglie di plastica PET e farle diventare dei tessuti per l’abbigliamento. Questa la grande scommessa e l’interessante risultato di anni di ricerca da parte dell’azienda Filature Miroglio di Saluzzo (in Piemonte) in una joint venture con il gruppo Sinterama di Biella. A un anno dal lancio ufficiale del marchio sono già una cinquantina i partner in Europa per la tessitura di questo poliestere riciclato. Con trenta bottiglie di plastica da 1,5 litri si produce un chilo di filato Newlife™.
Questo in sintesi il processo di lavorazione: scaglie di polimero derivate da bottiglie di plastica “Clear” (di tipo chiaro) selezionata e lavata, vengono fuse e trasformate in filati, poi raccolti in bobine e successivamente inviati al reparto di testurizzazione, dove un processo termico e di frizionamento conferisce loro il volume e le caratteristiche funzionali di una fibra naturale. I filati ottenuti possono infatti avere caratteristiche molto simili a quelle della seta, del cotone (e in futuro forse anche della lana).
Dal punto di vista ambientale è interessante il fatto che tutti i processi impiegati nella lavorazione sono di tipo meccanico e non chimico: questo significa basse emissioni di CO2 ed enorme risparmio di acqua. Oltre a evitare di depositare migliaia di tonnellate di plastica in discariche.
I tessuti prodotti con questi filati sono già stati scelti da importanti stilisti come Giorgio Armani e Valentino per capi e collezioni molto chic e, anche indossati da celebrities come Livia Giuggioli, moglie di Colin Firth. Una riprova che non occorre rinunciare all’aspetto stilistico per essere ecosostenibili. In ogni caso, grazie alle sue caratteristiche funzionali, questo tipo di filato è anche adatto alla manifattura di sportswear e abiti da lavoro.

22/05/12

Biologico: boom italiano nelle esportazioni


Per chi ha la possibilità di farsi un giro uno giro all’interno di un supermercato Bio a Parigi, la notizia non sorprende più di tanto. Che il biologico Made in Italy sia in espansione lo dicono gli scaffali pieni di etichette italiane. Eppure le proporzioni con cui questo boom sta continuando sono decisamente importanti.
Per il sesto anno consecutivo, come avevamo notato anche poco tempo fa, il settore Bio in Italia è cresciuto, con una percentuale dell’8,9%. Crescita che è stata trainata non solo da consumi sempre più diffusi nel Paese – tanto che la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) parla ormai di “nuova abitudine” e non di “moda” – ma anche da un’esportazione dei nostri prodotti all’estero davvero impressionante. In pochi anni l’Italia è diventata il Paese europeo numero uno in fatto di esportazioni di prodotti Bio, soprattutto se parliamo del settore agroalimentare.
Secondo Federbio:
In molti paesi esteri, in particolare quelli germanofoni e nel Nord America, il prodotto biologico e in particolare il prodotto Organic Made in Italy riscuote ampie preferenze.
L’esperienza personale ci porta a concludere che anche in Francia le cose per il Made in Italy non vadano male. Ad ogni modo, il mercato interno risulta ancora il settore decisivo ed è importante osservare che anche in questo campo la crescita sia sensibile. Le parole della CIA sono in questo senso rivelatrici:
Dal punto di vista dei consumi, (il biologico) rappresenta circa il 3% del fatturato alimentare e solo il 2,3% della popolazione ne fa uso esclusivo, anche se negli ultimi due anni le vendite nei supermercati sono aumentate dell’11,5% e nei negozi specializzati del 15-20%.
Qualcuno noterà come si tratti comunque di quantità tali da far parlare di una certa marginalità del settore. Si tenga però conto della crisi attuale e della riduzione del potere di acquisto di stipendi e salari. I beni di prima necessità Bio sono senza dubbio più cari in media, rispetto alle grandi marche da supermercato. Però il settore continua a crescere, nonostante tutto. A nostro modo di vedere un motivo è quello di un certo slittamento di senso della parola Bio all’interno dei comportamenti della clientela.
Se in origine era una questione di etica ambientale unita alla poca fiducia rispetto alle tecniche “chimiche” della concorrenza non Bio, oggi il biologico è diventato un marchio che segna una qualità superiore del prodotto. Vera o no che sia questa superiorità (c’è chi la mette in discussione), la possibilità di avere queste certificazione di qualità permette alle migliori produzioni del Paese di emergere tra la concorrenza. Spesso, infatti, una piccola azienda non ha comunque modo di concorrere con le grandi produzioni a livello di prezzi. Il marchio Bio diventa allora una chance fondamentale per vedere riconosciuto il proprio prodotto come “diverso”. E spesso si tratta di una “diversità” reale.
La scommessa per il futuro, ora, è lo sviluppo anche nel settore dell’allevamento. Fatte salve alcune eccezioni, infatti, in questo campo l’Italia sconta ancora un ritardo rispetto ad altri Paesi come la Germania. In questo senso ANABIO ha deciso di promuovere For@zoobio, un progetto orientato a formare gli allevatori orientandoli verso il metodo biologico:
In Italia gli allevamenti bio non hanno ancora assunto volumi di produzione adeguati ai livelli dei consumi. Di conseguenza il nostro Paese, pur restando il primo esportatore al mondo di alimenti bio, è importatore di carni, latte e uova biologiche. Riteniamo, perciò, che questo settore abbia grandi potenzialità economiche e, per questo, intendiamo offrire agli allevatori gli strumenti di conoscenza necessari per intraprendere queste produzioni.
Non possiamo che auspicare che questo progetto vada a buon fine. Va comunque detto che il problema degli allevamenti BIO non può essere ridotto, come a volte avviene, al nutrire gli animali con mangimi di origine “organica”. L’obiettivo dovrebbe essere quello, crediamo, di ridurre anche la quantità di stress che gli animali subiscono durante tutta la loro esistenza, dalla nascita al macello, negli allevamenti classici.


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