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14/06/12

PrimoveCity: gli autobus elettrici che si ricaricano senza fili e senza soste


Fonte Foto: primove.bombardier.com
Bombardier, azienda impegnata nello sviluppo della mobilità sostenibile, ha presentato inGermania una possibile soluzione che potrebbe cambiare il futuro dei veicoli elettrici. Si tratta di un innovativo sistema che promette la possibilità per autobus, tram ed auto elettriche di viaggiare senza mai fermarsi per compiete soste al fine di ricaricare le batterie, in quanto essepotranno ricaricarsi da sé senza bisogno di impiegare particolari cavi o di effettuare lunghe scomode pause.
Il progetto è stato presentato da Bombardier a Monaco di Baviera nella giornata di ieri nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Andrè Navarri, presidente di Bombardier Transportation e di Rainer Bomba, sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti tedesco. La nuova tecnologia, denominata "PrimoveCity" potrà garantire mezzi di trasporto azero emissioni inquinanti e potrà essere applicata ad ogni veicolo elettrico, sia appartenente alla mobilità pubblica, come tram e autobus, sia di proprietà di privati, come l'automobile.
Essa potrà essere applicata attraverso il posizionamento sotto l'asfalto, lungo le strade ed in determinati punti strategici, di un sistema di trasmettitori in grado di raggiungere una potenza di400 kilowatt e che potranno comunicare con le batterie dei veicoli elettrici tramite appositi ricevitori senza ostacolare il percorso che si desidererà compiere. La ricarica potrà infatti avvenire in maniera dinamica, nel momento in cui i veicoli si troveranno in movimento, o in maniera statica, ad esempio durante il parcheggio.
Per il nuovo sistema creato da Bombardier, la Germania ha già comunicato la propria volontà di compiere un investimento del valore di 2,9 milioni di euro per la realizzazione di un primo progetto di mobilità sostenibile ed elettrica in Bassa Sassonia, nella città di Braunschweig. La Germania si prepara a realizzare una vera e propria rete per la mobilità elettrica, dopo i risultati positivi ottenuti attraverso apposite prove effettuate in Baviera.
L'entrata in funzione dei primi due autobus elettrici, senza fili e senza binari, è prevista per il 2013. L'obiettivo di Bombardier è la creazione di soluzioni analoghe per un numero sempre crescente di città nel mondo, al fine di realizzare una rete per la mobilità urbana in cui i mezzi di trasporto pubblici non inquinino e non deturpino in alcun modo il paesaggio, rendendo l'aria delle città decisamente più respirabile ed abbassando i livelli delle emissioni nocive derivanti dall'impiego dei comuni carburanti.
I primi due autobus avranno una lunghezza di 18 metri e potranno compiere un tragitto di 12 chilometri con possibilità di ricaricare le proprie batterie grazie a sette stazioni di ricarica posizionate al di sotto dell'asfalto. Per Bombardier il progetto è praticamente già realtà e non sembra vi sia alcun ostacolo per la sua realizzazione in Germania. Esso ha avuto il sostegno anche da parte del nostro Paese e presto potrebbe essere promosso anche in Italia, come prevede il presidente della sezione nostrana di Bombardier Transportation, Roberto Tazzioli, che nei prossimi mesi proporrà l'attuazione di "PrimoveCity" alle amministrazioni locali italiane.

13/06/12

Biocarburante dal pesce pangasio


sottoprodotto del pangasio per produrre biodieselDopo l’olio di frittura usato per alimentare auto e la follia del grasso umano ecco sbarcare i residui di pesce pangasio. Il prezzo della benzina sale e l’idea che i biocarburanti possano essere un tantino più economici alletta. Certamente l’Europa con la sua indecisione rispetto alla normativa sui biocarburanti non aiuta a a fare le scelte giuste. Dunque se alcune idee sembrano buone, altre false buone idee perché vanno a sfruttare terreni sottraendoli all’agricoltura quello progettato dalla finlandese Neste Oil all’apparenza sembrerebbe più sostenibile.
L’azienda che già produce un biocarburante il NExBTL scommette sull’uso di grasso proveniente dall’industria della trasformazione ittica per produrre biodiesel. Una priuma sperimentazione è stata fatta in Indonesia con scarti provenienti dall’Asia del sud. Anzi va oltre e annuncia che grazie al grasso di scarto si ottiene una riduzione di emissioni di CO2 pari all’84% rispetto ai combustibili ordinari e nella conta include l’intero ciclo di produzione. Una riduzione spettacolare dovuta all’uso dei sottoprodotti del pangasio pesce molto presente nelle acque vietnamite e thailandesi e introdotto sul mercato occidentale nel 2000.
I ricercatori di Neste Oil si sono messi in testa di usare le sue interiora per sviluppare un biocarburanti poiché il pangasio è considerato dagli esperti come uno dei pesci che presentano il miglior bilancio ecologico. Ha detto Matti Lehmus viceprendiente del settore energie rinnovabili di Neste Oil:
Ciò ci permetterebbe di usare i sottoprodotti di diverse industrie per rimpiazzare il petrolio con un prodotto di qualità. E per questo il nostro obiettivo quest’anno è quello di aumentare la quantità di sottoprodotti e rifiuti che andremo a impiegare come materie prime per centinaia di migliaia di tonnellate rispetto al 2011.
Via | Zegreenweb, Neste Oil
Foto | Flickr

12/06/12

Gucci, scarpe uomo-donna in plastica ecologica


Le ballerine ecologiche e compostabili di Gucci
Piano piano l’Alta moda e il Made in Italy con le grandi firme si accorgono che i consumatori sono clienti più attenti verso i prodotti sostenibili. Ecco letteralmente scendere in campo Gucci con una doppia linea di scarpe uomo donna la Sustainable soles footwear: ballerine per lei e sneaker grintose per lui.La maison fiorentina guidata da Frida Giannini direttore creativo, prosegue con il suo impegno sostenibile affrontando le sfide sia creative sia di mercato scegliendo il basso profilo e la sobrietà.
La ballerina è stata battezzata Green Marola mentre le sneakers si chiamano Green California e saranno disponibili in negozio e sul sito Gucci.com dalla fine di giugno. E veniamo alla particolarità di queste scarpe prodotte in Italia in plastica biodegradabile, le ballerine e in suola bio con la pelle a concia vegetale le sneakers in versione alta e bassa e rispondenti a tutte le certificazioni internazionali quali UNI EN 13432 e ISO 17088.
Ma vorrei svelarvi come uno storico marchio come Gucci arrivi alla consapevolezza di ampliare la produzione tenendo conto ovviamente del design industriale ma anche della rinnovata necessità di materiali che siano più rispettosi dell’ambiente. Accade per contagio. Dopo l’incontro con Livia Giuggioli Firth e il suo progetto Green Carpet Challenge (di Gucci l’abito indossato da Livia a Cannes). Non solo: Gucci ha anche partecipato al Copenhagen Fashion Summit proprio un mese fa quando grazie all’unione di 5 camere della Moda del Nord Europa è stato possibile far sfilare le creazioni di 20 giovani stilisti ottenute da materie prime ecologiche prodotte in Italia e selezionate da C.L.A.S.S.
L’impegno però non si limita alla collezione di scarpe (in vendita a 150 euro al paio), ma è iniziato un anno fa con il ripensamento per mano proprio di Frida Giannini del packaging al 100% riciclabile; a gennaio con la certificazione RJC Responsible Jewellery Council- per l’oreficeria e la creazione della T-shirt in cotone biologico per sostenere Home il film di Yann Arthus-Bertrand e sponsorizzato proprio da PPR il gruppo a cui fa capo il marchio Gucci.
Via | Shoes Tv
Foto | MarcelGreen

11/06/12

Per la lampada che fa anche il caffé dobbiamo aspettare, non per quella fatta da chicchi di caffé riciclati

Quale maniera più fantasiosa per utilizzare i chicchi di caffé che metterli in una lampada? Ebbene sì, ancora una volta il genio creativo dei designer internazionali è riuscito a lasciarci a bocca aperta. Questa volta è merito dello spagnolo Raul Lauri che ha dato vita alla lampada ‘Decafé’ realizzata con un innovativo materiale composito a base di chicchi di caffè riciclati.
La forma è quella tradizionale, a coppa, e la base su cui è posizionata e in legno. Con un semplice ‘click’ il curioso oggetto si trasforma in una fonte di luce che scaldandosi sprigiona un buon aroma di caffé.
La ‘Decafé’ di Lauri si è già aggiudicata il primo premio alSalone Satellite Award durante l’edizione 2012 della settimana milanese del design e c’è già chi si augura di vedere al più presto un’intera gamma di prodotti a base di questo materiale


10/06/12

Allarme burro di arachidi: negli USA scoperte sostanze ignifughe pericolose


burro di arachidi
Dopo lo scandalo del "pink slime", la melma rosa utilizzata oltreoceano per aumentare il volume della carne macinata, che starebbe provocando una diminuzione del suo consumo negli Stati Uniti, ecco nascere una nuova preoccupazione alimentare per i consumatori del mercato a stelle e strisce. Essa riguarda anche uno degli alimenti più amati negli USA, quasi irrinunciabile sia a colazione che a merenda, in particolare da parte dei bambini: il burro d'arachidi.
Attraverso un nuovo studio effettuato su alcuni prodotti acquistati nei supermarket di Dallas, in Texas, i ricercatori hanno individuato la presenza quasi nella metà degli alimenti esaminati, che oltre al burro d'arachidi comprendevano pesce, carne di tacchino e carne di manzo, la presenza di tracce di una pericolosa sostanza ignifuga solitamente utilizzata per l'isolamento delle pareti degli edifici.
Tra gli autori dello studio, Arnold Schecter, della University of Texas School of Public Health, sottolinea come una simile sostanza non dovrebbe essere mai presente in alcun tipo di alimento, in quanto per nessun cibo, a rigor di logica, vi dovrebbe essere la necessità di un trattamento mediante sostanze ignifughe. Si tratterebbe dunque dell'ennesimo agente contaminante e potenzialmente pericoloso per la salute ad infiltrarsi nella catena produttiva dell'industria alimentare, destando così numerose perplessità sulla qualità del cibo che i cittadini acquistano ogni giorno per nutrirsi.
La sostanza in questione, denominata Hexabromocyclododecane (HBCD), non farebbe altro che allungare la lista dei componenti chimici sospetti individuati all'interno degli alimenti, tra le quali non sono mancate, sempre negli Stati Uniti, DDT, mercurio e diossina, che hanno interessato in particolare alimenti quali il pesce e diversi prodotti comunemente in vendita nei negozi di alimentari.
Riguardo l'HBCD, la U.S. Environmental Protection Agency (EPA) si è immediatamente pronunciata definendo tale sostanza come in grado di provocare nell'uomo danni legati alla riproduzione ed alla produzione di ormoni, con conseguenze che potrebbero rivelarsi molto gravi soprattutto nel caso dei bambini e dei neonati, anche con riferimento al periodo precedente alla nascita. Tracce di tale sostanza sono infatti state individuate nel cordone ombelicale.
Lo studio non specifica quali marchi di prodotti siano stati presi in esame, ma riferisce di aver preso in considerazione prodotti comunemente diffusi. Secondo gli esperti, l'assunzione di sostanze chimiche potenzialmente pericolose come l'HBCD, ingerite accidentalmente tramite gli alimenti, sarebbe in grado di provocare un vero e proprio accumulo di tossine all'interno dell'organismo, con conseguenze che potrebbero incidere sulla salute. L'EPA, infine, non ha dimenticato di sottolineare come la l'HBCD sia da considerarsi una temibile fonte di inquinamento ambientale, in grado di mettere in pericolo gli organismi acquatici, oltre che di provocare potenziali danni neurologici e riproduttivi nell'uomo.