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17/06/12

COIN & WWF Uniti per il Mediterraneo


























Nell’anno del mancato “Countdown blu” per la tutela delle aree marine, una scadenza internazionale talmente in "alto mare" da essere posticipata al 2020, Coin risponde all’appello del WWF per la tutela delle nostre coste e dei nostri mari.      

Dal 10 maggio è stata lanciata la campagna di sensibilizzazione per il Mediterraneo “A sea of love, a sea of life” per aiutare il WWF in uno degli ambiziosi obiettivi scelti per la Festa Oasi WWF 2012: creare l’Oasi di Scivu ad Arbus in Sardegna.
In tutti gli store Coin sono disponibili un braccialetto e una T-Shirt (limited edition) in cotone organico disponibili per lei (“A sea of love a sea of life”) e per lui (“Saving Environment Action”) con lo slogan della campagna. Il ricavato sarà interamente devoluto al WWF per sostenere la nascita della nuova Oasi di Scivu ad Arbus.


Inoltre, per sostenere questo progetto, Coin dedicherà al WWF le vetrine dei negozi di tutta Italia.

Hanno prestato il loro volto per questa iniziativa il campione di nuoto Massimiliano Rosolino e il conduttore Francesco Facchinetti.

Il Progetto Oasi di Scivu
Il Progetto Oasi di Scivu ha come obiettivo la realizzazione di un’Oasi nel territorio di Scivu, ad Arbus (provincia del Medio Campidano), uno dei tratti più interessanti del litorale sardo e mediterraneo.  Grazie alla disponibilità di una delle famiglie proprietarie dell’area che ha permesso di lanciare il progetto di Oasi, il WWF intende contribuire concretamente alla tutela del territorio, oggi interessato da vari fattori di degrado e disturbo, quali il passaggio fuoripista e sulle dune dei mezzi fuoristrada; il taglio della vegetazione e in particolare degli esemplari anche vetusti di ginepro; i rifiuti sparsi e la caccia. Inoltre, con l’Oasi, il WWF vuole far vivere in maniera ecocompatibile l’area, promuovendo iniziative di educazione e sensibilizzazione e attività e servizi di fruizione sostenibili.
L’area è parte del complesso dunale denominato Scivu-Piscinas, considerato l’unico deserto costiero di tutta l’Europa. Tutta l’area è compresa all’interno del Parco Geominerario storico ambientale della Sardegna.Tra le dune di Scivu è possibile incontrare il cervo sardo, una specie salvata dall’estinzione quasi trent’anni fa grazie alla creazione dell’Oasi WWF di Monte Arcosu, nell’entroterra dell’isola, che a Scivu vede uno dei nuclei storici più vitali. Aiuta le Oasi >>

LEGGI TUTTO SU: http://www.wwf.it/client/render_oasi.aspx?content=0&root=8020


Scatti dall’Oasi



16/06/12

Mobili da pomodori, jeans e automobili

Springtime Re:composed


Cambiare l’arredamento di casa non è mai stato così ecologico e trendy. Non c’è più bisogno di tagliare quintali di alberi per costruire un armadio di pregiatissimo design: oggi anche i mobili si riciclano e nascono dai prodotti più impensabili, come gli scarti di pomodoro, i jeans o l’automobile.
È l’idea innovativa di Springtime, società di Amsterdam, con la sua speciale linea Re:composedmobili creati a partire da ciò che altri considerano immondizia. Così un tavolo può nascere da un’automobile destinata alla demolizione, un vassoio da una pianta da frutto rifiutata dagli agricoltori perché poco produttiva e una poltrona da un paio di jeans.
Non si tratta di un semplice processo di riciclo, ad esempio utilizzando un abito per farne stoffa per ricoprire pezzi d’arredamento, bensì di un procedimento a metà tra il compostaggio e l’ingegneria industriale per combinare schiume, sabbia, metalli e stoffa così da creare nuovi e inediti materiali.
Dalle automobili si traggono le parti in latta e alluminio, dal settore tessile materiali grezzi come il jeans e, infine, dall’agricoltura si prendono in prestito tutti quei prodotti non più idonei per generare frutti, come le piante ormai diventate vecchie e sradicate per far spazio a coltivazioni più giovani. Opportunamente trattati con una speciale bioresina, questi scarti diventano un materiale particolarmente solido ma altrettanto malleabile, destinato a durare intatto per moltissimi anni.
Non è però tutto. Uno dei limiti più grandi dell’arredamento ecologico è spesso stato un design meno curato rispetto ai concorrenti classici, sia perché si utilizzano materiali grezzi e sia perché i processi di verniciatura vengono ridotti al minimo, perché altamente inquinanti. Spesso si ha quindi la sensazione del “non finito”, del povero. Le proposte di Springtime superano anche questo ostacolo: i mobili ecologici sono finemente curati in ogni dettaglio, bellissimi da vedere, altamente in linea con i cataloghi dei big del settore. Il tutto, però, senza danneggiare l’ambiente.
Fonte: TreeHugger
 

15/06/12

Sostenibilità in campo, dal benessere bio alla mensa a Km zero


Prendersi cura di sé senza compromettere la salute del pianeta: Aboca coglie nel segno quando fa del rispetto ambientale il proprio core business, dall’utilizzo di piante biologiche per i propri prodotti alla mensa aziendale fornita da agricoltori locali.


Se l’attenzione all’ambiente è ormai un must per la maggior parte delle attività imprenditoriali impegnate nel mostrare al consumatore la propria sostenibilità, nel panorama italiano c’è anche chi ha fatto del rispetto dell’ambiente il suo core business, iniziando il percorso virtuoso in tempi non sospetti. Ne è un esempio Aboca, nata più di trent’anni fa con l’intenzione di applicare alla tradizione e all'uso delle piante medicinali a scopi salutistici la ricerca e la tecnologia dell'industria moderna, nel rispetto della natura.
Il suo fondatore e attuale presidente, Valentino Mercati, ha infatti saputo realizzare una realtà imprenditoriale di successo a partire dall’ambiente naturale e dalle sue interazioni, ponendo le basi per una cultura basata sulla convinzione che la salute dell’uomo non può prescindere dal rispetto e dalla conservazione delle risorse naturali, condicio sine qua nonper la stessa sopravvivenza della specie umana.
Ecco quindi le basi che hanno portato alla realizzazione di prodotti derivanti da agricoltura biologica e confezionati attraverso materiali facilmente recuperabili come vetro e cartone. Non manca nella gestione aziendale una forte attenzione ai dipendenti e all’eco-compatibilità degli uffici che, oltre alla filiera produttiva, sono spesso responsabili di una buona fetta di sprechi e consumi.
Anche in questo campo Aboca si dimostra a favore di ambiente: negli ultimi anni sono state realizzate iniziative che promuovono stili di vita aziendali a basso impatto ambientale e di rispetto della natura, per esempio promuovendo l’utilizzo di bottiglie di vetro con vuoti a rendere, anziché in plastica; suggerendo il car pooling e l’utilizzo di auto aziendali a metano; privilegiando nella mensa aziendale prodotti alimentari di fornitori locali certificati, favorendo così il chilometro zero; organizzando, infine, lo spegnimento automatico delle stampanti dopo gli orari di lavoro.

14/06/12

PrimoveCity: gli autobus elettrici che si ricaricano senza fili e senza soste


Fonte Foto: primove.bombardier.com
Bombardier, azienda impegnata nello sviluppo della mobilità sostenibile, ha presentato inGermania una possibile soluzione che potrebbe cambiare il futuro dei veicoli elettrici. Si tratta di un innovativo sistema che promette la possibilità per autobus, tram ed auto elettriche di viaggiare senza mai fermarsi per compiete soste al fine di ricaricare le batterie, in quanto essepotranno ricaricarsi da sé senza bisogno di impiegare particolari cavi o di effettuare lunghe scomode pause.
Il progetto è stato presentato da Bombardier a Monaco di Baviera nella giornata di ieri nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Andrè Navarri, presidente di Bombardier Transportation e di Rainer Bomba, sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti tedesco. La nuova tecnologia, denominata "PrimoveCity" potrà garantire mezzi di trasporto azero emissioni inquinanti e potrà essere applicata ad ogni veicolo elettrico, sia appartenente alla mobilità pubblica, come tram e autobus, sia di proprietà di privati, come l'automobile.
Essa potrà essere applicata attraverso il posizionamento sotto l'asfalto, lungo le strade ed in determinati punti strategici, di un sistema di trasmettitori in grado di raggiungere una potenza di400 kilowatt e che potranno comunicare con le batterie dei veicoli elettrici tramite appositi ricevitori senza ostacolare il percorso che si desidererà compiere. La ricarica potrà infatti avvenire in maniera dinamica, nel momento in cui i veicoli si troveranno in movimento, o in maniera statica, ad esempio durante il parcheggio.
Per il nuovo sistema creato da Bombardier, la Germania ha già comunicato la propria volontà di compiere un investimento del valore di 2,9 milioni di euro per la realizzazione di un primo progetto di mobilità sostenibile ed elettrica in Bassa Sassonia, nella città di Braunschweig. La Germania si prepara a realizzare una vera e propria rete per la mobilità elettrica, dopo i risultati positivi ottenuti attraverso apposite prove effettuate in Baviera.
L'entrata in funzione dei primi due autobus elettrici, senza fili e senza binari, è prevista per il 2013. L'obiettivo di Bombardier è la creazione di soluzioni analoghe per un numero sempre crescente di città nel mondo, al fine di realizzare una rete per la mobilità urbana in cui i mezzi di trasporto pubblici non inquinino e non deturpino in alcun modo il paesaggio, rendendo l'aria delle città decisamente più respirabile ed abbassando i livelli delle emissioni nocive derivanti dall'impiego dei comuni carburanti.
I primi due autobus avranno una lunghezza di 18 metri e potranno compiere un tragitto di 12 chilometri con possibilità di ricaricare le proprie batterie grazie a sette stazioni di ricarica posizionate al di sotto dell'asfalto. Per Bombardier il progetto è praticamente già realtà e non sembra vi sia alcun ostacolo per la sua realizzazione in Germania. Esso ha avuto il sostegno anche da parte del nostro Paese e presto potrebbe essere promosso anche in Italia, come prevede il presidente della sezione nostrana di Bombardier Transportation, Roberto Tazzioli, che nei prossimi mesi proporrà l'attuazione di "PrimoveCity" alle amministrazioni locali italiane.

13/06/12

Biocarburante dal pesce pangasio


sottoprodotto del pangasio per produrre biodieselDopo l’olio di frittura usato per alimentare auto e la follia del grasso umano ecco sbarcare i residui di pesce pangasio. Il prezzo della benzina sale e l’idea che i biocarburanti possano essere un tantino più economici alletta. Certamente l’Europa con la sua indecisione rispetto alla normativa sui biocarburanti non aiuta a a fare le scelte giuste. Dunque se alcune idee sembrano buone, altre false buone idee perché vanno a sfruttare terreni sottraendoli all’agricoltura quello progettato dalla finlandese Neste Oil all’apparenza sembrerebbe più sostenibile.
L’azienda che già produce un biocarburante il NExBTL scommette sull’uso di grasso proveniente dall’industria della trasformazione ittica per produrre biodiesel. Una priuma sperimentazione è stata fatta in Indonesia con scarti provenienti dall’Asia del sud. Anzi va oltre e annuncia che grazie al grasso di scarto si ottiene una riduzione di emissioni di CO2 pari all’84% rispetto ai combustibili ordinari e nella conta include l’intero ciclo di produzione. Una riduzione spettacolare dovuta all’uso dei sottoprodotti del pangasio pesce molto presente nelle acque vietnamite e thailandesi e introdotto sul mercato occidentale nel 2000.
I ricercatori di Neste Oil si sono messi in testa di usare le sue interiora per sviluppare un biocarburanti poiché il pangasio è considerato dagli esperti come uno dei pesci che presentano il miglior bilancio ecologico. Ha detto Matti Lehmus viceprendiente del settore energie rinnovabili di Neste Oil:
Ciò ci permetterebbe di usare i sottoprodotti di diverse industrie per rimpiazzare il petrolio con un prodotto di qualità. E per questo il nostro obiettivo quest’anno è quello di aumentare la quantità di sottoprodotti e rifiuti che andremo a impiegare come materie prime per centinaia di migliaia di tonnellate rispetto al 2011.
Via | Zegreenweb, Neste Oil
Foto | Flickr