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08/06/12

La Fiat 500 elettrica si farà, necessaria per il mercato americano


Fiat 500 EV
Inutile girarci attorno o cercare di negare l’evidenza: la scintilla dell’amore tra Fiat e l’auto elettrica non è ancora scoppiata e, almeno fino a quando i vertici del Lingotto non cambieranno la loro politica, non scoccherà ancora per qualche anno. Questo nonostante nel mondo delle quattro ruote ormai quasi tutti i più grandi gruppi stanno puntando su questo tipo di tecnologia.
E mentre risuonano ancora le parole con cui Sergio Marchionne bocciò l’auto elettrica un anno fa, arriva dagli USA l’ennesima conferma che produrre vetture a zero emissioni non è nelle corde di Fiat, non al momento almeno.
I più attenti obietteranno che la casa italiana si sta preparando al lanciare sul mercato del Nord America la sua prima vettura a propulsione elettrica, la Fiat 500 EV che arriverà nei listini Fiat entro il 2012. E questo è vero, ma a smontare facili entusiasmi relativamente a un possibile cambio di rotta da parte del Lingotto è lo stesso Sergio Marchionne, il quale ha spiegato i due motivi per cui la Fiat 500 elettrica diventerà realtà.
La prima ragione, quella principale, per cui Fiat produrrà una versione elettrica del “Cinquino” è legata alle leggi della California, che impone a tutti i costruttori interessati a vendere veicoli entro i propri confini di avere a listino almeno un modello a zero emissioni. Un requisito imprescindibile per la strategia di espansione americana di Fiat, che ha “costretto” quindi il costruttore a mettere in commercio una vettura di questo tipo.
La seconda ragione, secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato di Fiat-Chrysler, è quella di far acquisire agli ingegneri Chrysler una certa esperienza nel campo della propulsione elettrica, fornendo loro le necessarie competenze per i futuri modelli ibridi che la casa americana avrebbe intenzione di introdurre nella propria gamma entro il 2017.
La Fiat 500 EV diventa così una sorta di laboratorio per Chrysler, un terreno di studi e di esperienze che avrà però i suoi costi, dato che lo stesso Marchionne ha dichiarato come per ogni 500 elettrica venduta il gruppo perderà ben 10.000 dollari, un aspetto che andrebbe a confermare i dubbi espressi da sempre dai vertici Fiat riguardo l’opportunità o meno di puntare su questo genere di veicoli all’interno dell’offerta Fiat e Chrysler.
Fonte: Motori.it

07/06/12

Vacanze eco-sostenibili di lusso sull’isola fotovoltaica galleggiante


barca fotovoltaica
Anche il lusso sfrenato può essere ecosostenibile. È il caso del Solar Floating Resort progettato dal designer Michele Puzzolante: una imbarcazione circolare con sei posti letto dotata di pannelli fotovoltaici e provvista di ogni confort per i suoi ospiti, inclusa una camera trasparente per l’osservazione dei fondali.
In pratica si tratta di una piccola isola galleggiante realizzata in balsa e fibra di vetro. L’innovazione sta nel fatto che l’imbarcazione è rivestita da un sottilissimo film fotovoltaico in grado di produrre energia dal sole. La stessa forma circolare del Solar Floating Resort è un accorgimento per migliorare l’esposizione ai raggi del sole e ottimizzare la produzione di energia, mentre la presenza di una batteria permette di accumulare l’elettricità necessaria per le ore notturne.
Tra i due strati che costituiscono la struttura della barca solare, inoltre, è presente una intercapedine di 30 centimetri che migliora l’isolamento degli ambienti “sotto coperta” e permette di ridurre i costi per il condizionamento delle cabine. Il tutto senza rinunciare al confort e al lusso.
Il Resort, infatti, è dotato di un ponte di 110 metri quadri di superficie, che permette di ospitare comodamente fino a 6 passeggeri, ciascuno dei quali può contare su una cabina con servizi privati. Gli ambienti comuni consistono in un ristorante e un bar con area relax, oltre – ciliegina sulla torta – a una camera trasparente posta sotto il pelo dell’acqua, per consentire agli ospiti di godersi una osservazione subacquea comodamente seduti nella pancia della barca. Unico problema, il prezzo, che non è esattamente popolare. Ma le vacanze di lusso, sostenibili o meno, hanno sempre il loro costo.


Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/vacanze-eco-sostenibili-di-lusso-sullisola-fotovoltaica-galleggiante-9797.html#ixzz1wXzM8Xe2

06/06/12

Mam And Baby: il sito eco-bio per tutta la famiglia


Siamo molto lieti di presentare sulle nostre pagine il sitoMam And Baby, un ottimo link da mettere nei Preferiti per tutte quelle donne e quei genitori che sono attenti alla salute dei propri bambini e al rispetto dell’ambiente. Qui troverete un negozio online di prodotti biologici certificati per donne, mamme e bebè e una serie di pagine particolarmente utili che parlano di gestazione, parto, allattamento esvezzamento nel rispetto di una mentalità che ci considera parte della natura stessa.
L’intento dell’iniziativa è di risvegliare il ritorno al naturale sia per ciò che riguarda le informazioni fornite sulle pagine appena sopra menzionate, sia per ciò che concerne la vendita dei prodotti presenti nell’e-commerce perché essi vengono attentamente selezionati dalla titolare che – in qualità di mamma e di donna ha ovviamente a cuore la salute dei propri piccoli e la propria.
Altra cosa interessante è che tutti i prodotti fin’ora scelti nel sito Mam And Baby rispettano in pieno le aspettative degli animalisti perché non sono testati su animali e contengono soltanto sostanze vegetali.

05/06/12

Tonno rosso: inizia male la stagione di pesca nel Mediterraneo

tonno rossoMentre in Italia vengono sequestrate dalla Capitaneria di Porto, a cui va il plauso del WWF Italia, 40 tonnellate di tonno rosso pescato illegalmente e pronto per essere spedito all’estero,  il  WWF rivela che due grandi flotte  non mediterranee sono state avvistate nel corso delle ultime due settimane in alcune delle più importanti zone di pesca del tonno rosso del Mediterraneo. 
Queste imbarcazioni  potrebbero operare in violazione delle norme internazionali  per la pesca e conservazione dello stock di tonno rosso.
La consistente presenza di pescherecci straniere nel Mediterraneo, facilitati da una evidente diminuzione dei controllo da parte delle nazioni coinvolte in questo tipo di pesca, ricorda la situazione osservata nei primi anni novanta.

"Quello che abbiamo scoperto da segnali  radioemessi  dai pescherecci mediterranei è come la storia si ripeta", ha detto Marco Costantini responsabile Mare del WWF Italia "Dopo alcuni anni di controlli più severi, sembra che si stia tornando alla situazione che abbiamo avuto più di un decennio fa, quando la pressione della pesca era salita a un picco che minacciava il collasso della popolazione".

Una prima flotta avvistata si riferisce ad un minimo di 13 navi cinesi, e prende il nome "YU YUAN FU". La seconda flotta comprende un minimo di otto navi battenti bandiera sconosciuta. Nessuna di queste navi è autorizzata alla pesca del tonno rosso.
La flotta  FU YU YUAN ha attraversato il Mediterraneo da Suez a Gibilterra, prima di lasciare la regione il 26 maggio. Dopo il passaggio attraverso il Canale di Sicilia, i segnali radio sono stati spenti per più di due giorni. In risposta alle richieste di chiarimenti le autorità cinesi hanno dichiarato che la flotta si sta dirigendo verso la Mauritania.
La  seconda flotta, di bandiera sconosciuta, è stata più volte rilevata nel Mediterraneo occidentale, anche all'interno della zona di protezione spagnola della pesca nel Mare delle Baleari, una delle zone principali di pesca del tonno rosso. La maggior parte delle navi di questa flotta sono state  localizzate al largo della costa occidentale dell'Algeria, vicino al mare di Alboran.

Il WWF ha riportato immediatamente queste informazioni al segretariato dell'ICCAT  (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas) e alla Commissione Europea, esortando le autorità nazionali competenti per la pesca ad effettuare ispezioni a bordo delle navi, al fine di escludere ogni legittimo sospetto sulla pesca illegale del tonno rosso.

DA RICORDARE:

La stagione di pesca al tonno rosso delle flotte industriali dura dal 1 ° gennaio al 31 maggio 2012 per i grandi pescherecci con palangari e dal 15 maggio al 15 giugno per le tonniere con reti a circuizione 
L’ICCAT è la Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico.
Tutte le navi autorizzate a praticare la pesca del tonno rosso (BFT), nell'Atlantico e nel Mediterraneo nel corso del 2012 devono comparire sia nella lista ICCAT delle navi autorizzate, nonché nelle apposite liste nazionali delle navi BFT autorizzati.
Il programma ICCAT  di ispezione attualmente in vigore consente alle navi di ispezionare le parti contraenti dell'ICCAT a bordo delle navi da pesca anche quando in alto mare.

04/06/12

La Cina sceglie l'Italia come modello per il recupero degli oli usati


Firmato un protocollo d'intesa con il Consorzio italiano Coou per il recupero e il riciclo degli oli usati

(da Coou)(da Coou)
MILANO - Il Consorzio obbligatorio degli oli usati (Coou) offre alla Cina la «soluzione italiana» al problema dei lubrificanti, esportando l’eccellenza del nostro modello nel recupero e nel riutilizzo di questo rifiuto pericoloso. Il Consorzio ha partecipato al Convegno sulla rigenerazione degli oli usati ad Anqing e ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la China National Resources Recycling Association che prevede il trasferimento del know-how italiano per gli assetti normativi e regolamentari, le esperienze di organizzazione di raccolta e le tecnologie di rigenerazione.
PROTOCOLLO D'INTESA - Il Coou e la sua filiera, costituita da aziende di raccolta e di rigenerazione, hanno sviluppato unabest practice che rende esportabile il modello italiano in tutte quelle economie avanzate nelle quali il «problema olio lubrificante usato» è particolarmente significativo. La missione del Consorzio in Cina s’inserisce negli accordi italo-cinesi sulla tutela ambientale ed è sostenuta dall’approvazione del ministero dell’Ambiente, in coerenza con gli orientamenti del governo di Pechino che attribuiscono una forte priorità a tutti gli aspetti ambientali, con particolare attenzione al recupero/riciclo delle materie prime e, in generale, all’abbattimento dell’intensità energetica.